Cavani a secco, ombre e sospetti. Ma il Napoli ce la farà

Cavani a secco, ombre e sospetti. Ma il Napoli ce la farà

cavani-hamsikLa città è in subbuglio in vista della partita della verità con la Juventus. C’è mobilitazione generale; sono impegnate in modo massiccio le forze dell’ordine con tutto l’apparato organizzativo che fa capo al Napoli calcio. Le previsioni parlano di oltre sessantamila persone che arriveranno già nel primo pomeriggio nella zona di Fuorigrotta.
Napoli-Juventus è quella che viene definita la partita dell’anno. Da una parte le ambizioni della squadra partenopea di dare l’ultimo assalto alla vetta della classifica; dall’altra, la Juventus, campione d’Italia, attualmente prima, che può tranquillamente anche accontentarsi di un pareggio per mantenere l’attuale distacco di sei punti.
Nell’occasione, il Napoli – se vuole pensare in grande – deve inequivocabilmente dimostrare di avere tutti i numeri per ambire a qualcosa in più di un pur onorevole secondo posto. Lo dovrà fare rispolverando tutte le qualità dei suoi uomini migliori che negli ultimi tempi hanno giocato al di sotto delle loro enormi potenzialità tecniche. Gli sguardi di tutti, inutile dirlo, sono appuntati soprattutto su Cavani, il principe del gol, e su Hamsik che del Napoli è il fine cesellatore dalla trequarti in avanti. Due campioni così possono far pendere la bilancia dal lato partenopeo perché è fuor di dubbio che la qualità uno o ce l’ha o non ce l’ha. E spesso la qualità superiore emerge imperiosamente nelle partite di cartello, quando ci si trova davanti squadre che vanno per la maggiore e che sanno giocare al calcio. Ecco perché per stasera è attesa una grande prova non solo della squadra, ma soprattutto dei suoi uomini più rappresentativi, appunto Cavani e Hamsik.
Ci sono molte attenzioni e interrogativi che gravitano sulla gara; un post inquietante di don Aniello Manganiello, sacerdote guanelliano, che segue da sempre con occhio di simpatia le sorti del Napoli, lascia trasparire qualche nube sull’esito dell’incontro di stasera. Cosa ha scritto don Aniello sul suo profilo di Facebook? “Cavani non segna da diverse partite. Si susseguono le rapine ai danni dei calciatori più importanti del Napoli. Ma sarà che la camorra vuole mettere in condizione i migliori giocatori di andare via oppure costringere la squadra ad abbandonare il sogno scudetto perché ci sono scommesse, come al secondo scudetto perso, sulla vittoria della Juventus?”.
Sull’interrogativo sono piombati in tanti. Internet è questo: ci si interroga, si dialoga, si esprimono pareri, ci si confronta. Pareri contrastanti. C’è chi guarda con preoccupazione al post pubblicato e adombra possibili ingerenze della macchina delle scommesse sull’esito dell’incontro; c’è, invece – e sono i più – chi crede che il Napoli sia al di sopra di ogni sospetto e che sfodererà la migliore prestazione dell’anno.
Vogliamo e dobbiamo credere che non ci sono e non ci saranno macchie sull’esito dell’incontro. È vero che negli ultimi tempi la magistrature ha avuto il suo da fare anche nel mondo del calcio, ma guai se – da sportivi autentici – dovessimo pensare che è tutto marcio, tutto da gettare.
Il calcio è lo sport principe degli italiani; è bello perché non c’è mai niente di scontato; perché nessuno mai può pensare di vincere una partita senza prima giocarla. Anche le squadre più forti, ritenute quasi imbattibili (vedi il rendimento dell’attuale Barcellona), devono superare il difficile esame della battaglia agonistica e non è detto che ci riescano, anche quando sulla carta appaiono più forti; perché c’è sempre un quid, un qualcosa che può far girare la partita in un verso o in un altro.
Il calcio è vita, è passione: come si fa a non chiamare emozioni quei fremiti che ti fanno palpitare, sobbalzare, gridare quando il pallone va a gonfiare la rete? Il calcio è vero, non è materia virtuale: è un condensato di emozioni per spettatori che si sentono attori sugli spalti perché la gara la vivi intensamente da interprete diretto.
Questo è il calcio. Poi si può vincere, si può pareggiare, si può perdere. Ma i dubbi lasciamoli fuori; se no è finita!

(n. r.)

redazioneIconfronti

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