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Cécile Kyenge a Paestum: “Costruiamo un mondo nuovo”

Cécile Kyenge a Paestum: “Costruiamo un mondo nuovo”
di Antonio Pecoraro

KyengeSu invito del Sindaco di Capaccio Paestum, il Ministro Cécile Kyenge è stata per due giorni in visita nel territorio dei templi della Magna Graecia. Il primo giorno ha fatto visita al campus nazionale dell’Unione degli studenti universitari e la Rete degli studenti medi che, provenienti da ogni parte d’Italia, si sono riuniti in un villaggio turistico per una settimana di dibattiti, incontri e concerti. Con i giovani studenti è stato un incontro piacevole, cordiale, insomma mancava da tempo una comunanza d’idee e progetti tra un soggetto istituzionale e la vasta massa dei giovani che affollano le aule scolastiche, due entità sulla stessa lunghezza d’onda. “Alla mia nomina come Ministro per l’Integrazione sono bastate due parole per scatenare una rivoluzione: ius soli”, ha esordito il Ministro Kyenge: è bastata questa frase per strappare un grande applauso alla platea e accendere un dibattito con domande e risposte di grande senso critico e sensibilità civile, per la costruzione di una nuova società non utopica, ma di responsabilità politica e di grande solidarietà verso l’anello debole della filiera umana.Una studentessa di Padova:“Noi studenti siamo ancora indignati per gli attacchi che Lei ha subito in queste ultime settimane. Cosa possiamo fare noi giovani per bloccare questo clima di intolleranza e xenofobia che da troppo tempo si respira in questo paese?E via con altre domande da parte di una decina di studenti.

Il Ministro:“Sento una grandissima responsabilità come dirigente di questo Paese dove è urgente un grande cambiamento culturale. Bisogna credere in se stessi e mai rispondere alla violenza con la violenza, soprattutto essere fieri di quel che si è. Viaggiando da nord a sud ho incontrato un’altra Italia che bisogna valorizzare: quella della solidarietà. Con L’Unar (Ufficio nazionale anti-discriminazioni razziali) ed alcune associazioni stiamo elaborando un Piano triennale contro il razzismo e l’intolleranza. Abbiamo già la legge Mancino, è poca applicata; è una legge che regola e condanna questo tipo di episodi, bisogna rispolverarla e applicarla. Innanzitutto rafforzarla. Abbiamo aderito a varie convenzioni internazionali per il rispetto di questi diritti. L’integrazione parte dalla prima comunità plurale della nostra società: la scuola. Rispetto integrale dell’art. 3 della Costituzione. Il razzismo interessa vari settori della nostra società, dalla scuola allo sport, alla cultura, al mondo dell’informazione, al mondo del lavoro: partiremo soprattutto con una campagna improntata sulla comunicazione”.

Questa la sintesi della prima parte del dibattito. Forse per cambiare questo paese non ci vuole molto, soltanto uno sforzo da parte di tutti noi e da parte di politici avveduti come il Ministro Kyenge. E soprattutto una in-formazione continua, anche dopo l’iter scolastico, per creare cittadinanza attiva e coscienza civile. Un ringraziamento a Manlio Lomazzo, delegato nazionale dell’Unione degli studenti universitari e dirigente del campus estivo che ci ha accolti con grande riguardo e disponibilità.

 

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