C’era bisogno dei tecnici e di Monti per tagliare sanità e luce pubblica

C’era bisogno dei tecnici e di Monti per tagliare sanità e luce pubblica

Alla fine c’era bisogno dei tecnici del Governo Monti per tagliare nuovamente la sanità e pure la luce pubblica. E’ questo, in estrema sintesi, quando ha fatto l’esecutivo di “Super Mario” con la legge di stabilità all’esame di Palazzo Chigi, che, stando alla bozza circolata, vale 11,6 miliardi in tre anni ai fini della riduzione del saldo netto da finanziarie: 6,6 mld nel 2013, 4,1 mld nel 2014, 900 mln nel 2015. Non si fa accenno invece all’impatto che gli interventi hanno su deficit e fabbisogno. Si parla di un’operazione “lampioni spenti”: il risparmio energetico che si otterrebbe attraverso lo “spegnimento dell’illuminazione ovvero il suo affievolimento”. Il governo per ora smentisce, ma nella bozza c’è di tutto: meno 1,5 miliardi alla sanità, tagli ai rimborsi malattia sull’assistenza ai disabili. E niente aumento in busta paga per gli statali. Si trovano, invece, i soldi per finanziare la Torino-Lione e per pagare le penali per il ponte sullo Stretto. In ogni caso, al di là di conferme e smentite, secondo lo stesso ministro Vittorio Grilli (nella foto con Mario Monti) «la legge di stabilità ha obiettivi che richiederanno risorse anche aggiuntive per finanziarli». Tra cui, il primo, evitare l’aumento dell’Iva; il secondo, incentivare il miglioramento del sistema economico. Nel dettaglio Grilli aveva parlato di entrate complessive garantite dalla legge di stabilità oscillanti «tra i 10 ed i 12 miliardi, di cui 6,5 miliardi per evitare l’aumento dell’Iva». Le risorse verrebbero garantite da spending review e, garantiva sempre Grilli, dalla Tobin tax, anche se non è chiaro come, visto che i proventi della tassa approvata stamattina a livello comunitario dovrebbero andare direttamente a Bruxelles. Resta quindi fondamentale, per la manovra non manovra, per dirla con Grilli, la lunga serie di tagli elencati nella bozza della legge al vaglio del Consiglio dei ministri.
Tagli alla sanità. Prevista una riduzione di 1,5 miliardi di euro dal 2013 del fabbisogno del servizio sanitario nazionale. Per l’acquisto di dispositivi medici il tetto di spesa scenderebbe dal 2013 dal 4,9 al 4 per cento e, a decorrere dal 2014, dal 4,8 al 3,9 per cento. Per quanto riguarda il costo degli appalti, dal 2013 è ridotto al 10 per cento. Stretta sui permessi previsti dalla legge 104/1992 per il disabile o per la cura di parenti affetti da handicap. La retribuzione per i giorni di permesso (tre al mese) scende al 50% a meno che i permessi non siano fruiti per le patologie del dipendente stesso della P. A. o per l’assistenza ai figli o al coniuge. Sono esclusi dal pagamento intero quindi i permessi fruiti per prendersi cura dei genitori disabili. Si mantiene invece la contribuzione figurativa.
Budget università. Il budget delle Università potrà crescere del 3% all’anno. Per alcuni enti di ricerca la percentuale sale al 4. Tali limiti sono al netto delle spese per gli arretrati del personale.
Fondi per Tav e Mose. Per il finanziamento di studi, progetti, attività e lavori preliminari, lavori definitivi della nuova linea ferroviaria Torino-Lione è autorizzata la spesa di 160 milioni di euro per l’anno 2013, di 100 milioni di euro per l’anno 2014 e di 530 milioni di euro per l’anno 2015. Per la prosecuzione della realizzazione del sistema Mose è autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per l’anno 2013 e di 400 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016. Lo prevede la bozza della legge di stabilità all’esame del consiglio dei ministri.
Ponte sullo Stretto. La bozza della legge di stabilità stanzia 300 milioni per pagare le penalità contrattuali per il ponte sullo stretto di Messina. “Al Fondo per lo sviluppo e la coesione – si legge – è assegnata una dotazione finanziaria aggiuntiva di 300 milioni di euro per l’anno 2013 per far fronte agli oneri derivanti dalla mancata realizzazione di interventi per i quali sussistano titoli giuridici perfezionati alla data di entrata in vigore della presente legge”.
Trasporti locali. Un miliardo e seicento milioni di euro complessivi a partire dal 2013 per il trasporto pubblico locale. Dal prossimo anno “è istituito il Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, anche ferroviario”.
Costi intercettazioni. Arriva la tariffa flat per le intercettazioni telefoniche. La legge di stabilità prevede infatti “il ristoro dei costi sostenuti e le modalità di pagamento in forma di canone annuo forfettario, determinato anche in considerazione del numero e della tipologia delle prestazioni complessivamente effettuate nell’anno precedente”.
Fondi per la Campania. In arrivo 159 milioni di euro per l’anno 2013 per “consentire alla Regione Campania l’accesso alle risorse” che le spettavano in base a quanto previsto da una legge del 1990 relativa alla spesa sanitaria degli anni 1987, 1988 e 1990.
Agenzia per la Coesione. Viene istituita l’Agenzia per la Coesione che “interviene nella promozione dello sviluppo economico e della coesione economica, sociale e territoriale e nella rimozione degli squilibri economici, sociali, istituzionali e amministrativi del Paese al fine di favorire l’effettivo esercizio dei diritti della persona” anche nel rispetto del Trattato dell’Unione Europea.
Taglio ai patronati. Taglio ai patronati di 30 milioni di euro nel 2014 e di altri 30 milioni nel 2015.
Imu alla Chiesa. Contestualmente alla legge di stabilità il governo ha preso in esame anche le norme sull’estensione del pagamento dell’Imu alla Chiesa 2bocciate dal Consiglio di stato. La norma primaria, spiega una nota di Palazzo Chigi, sarà integrata con i requisiti che dovranno avere le attività per essere considerate non commerciali e le nuove norme saranno in vigore per il periodo annuale d’imposta che parte dal primo gennaio 2013.
E infine l’azione più intelligente di tutte: al via anche l’operazione lampioni spenti. Per il contenimento della spesa, il risparmio energetico e la razionalizzazione e ammodernamento delle fonti di illuminazione in ambienti pubblici è infatti previsto lo spegnimento dell’illuminazione ovvero il suo affievolimento, anche automatico, attraverso appositi dispositivi, durante tutte o parte delle ore notturne.

redazioneIconfronti

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