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C’era una volta il derby, Nocerina-Paganese a Chieti

C’era una volta il derby, Nocerina-Paganese a Chieti
di Nino Ruggiero

Foto: lettera43.it

Volevate la notizia ufficiale? Eccola, purtroppo: il derby Nocerina-Paganese si giocherà a porte ermeticamente chiuse allo stadio “Angelini” di Chieti, vale a dire a oltre trecento chilometri di distanza dalla sua sede naturale, Nocera Inferiore. Derby, è una parola! Come può definirsi derby una gara superblindata, senza il naturale contorno di un pubblico gioioso e chiassoso, che si giocherà in un in un silenzio irreale, fra gli aleggianti fantasmi di un tifo oramai sepolto e condannato senza speranza da spiacevoli e tristi eventi che lo hanno recentemente male accompagnato?
La notizia di oggi non fa piĂą notizia. E’ stato detto e scritto molto sull’argomento e il fatto che sia stata ufficializzata la sede dell’incontro, in un certo qual senso, passa quasi in silenzio. Quelli che vivono di calcio, quelli che mangiano pane e pallone dalla mattina alla sera, ma anche i piĂą distratti, impegnati nella logorante quotidianitĂ , sapevano giĂ  da tempo che la sede naturale dell’incontro non sarebbe stata Nocera Inferiore.
Ma come si è giunti a tanto; perché è stato impedito alla Nocerina di giocare sul suo terreno di gioco? Perché le due fazioni del tifo saranno costrette a starsene lontane e a seguire – se tutto va bene – le sorti della partita in televisione?
Discorso lungo, delicato e difficile. Si parte dalla rivalitĂ  sportiva fra i due centri per arrivare a episodi di inquietanti contrapposizioni di ordine fisico che nulla hanno a che fare con lo sport.
Il discorso della rivalitĂ  sportiva negli ultimi tempi viaggia sopra le righe; in tanti non hanno capito e non vogliono capire dove comincia il tifo per i propri colori e dove finisce, invece, per sfociare in episodi di autentico teppismo.
La colpa – sia ben chiaro – non è mai del singolo, o di una sola parte, ma di una bacata mentalità
che imperversa nella societĂ  di adesso, quella che oltraggia finanche la memoria di un calciatore come Morosini, caduto sul campo; prima omaggiato al momento della scomparsa e poi oltraggiato senza pudore e senza anima a distanza di mesi dalla sua morte.
Tutti sapevano delle difficoltĂ  che una gara come Nocerina-Paganese avrebbe creato per l’ordine pubblico; tutti sapevano che la gara – soprattutto alla luce degli incidenti occorsi nella gara di Coppa di agosto – difficilmente avrebbe trovato la sua sede naturale per la disputa. Tutti sapevano, ma tutti hanno nascosto il viso sotto l’ascella; a cominciare dal presidente di Lega che testardamente ha voluto il derby, infischiandosene dei rapporti di pubblica sicurezza che sconsigliavano la coesistenza di Nocerina e Paganese nello stesso girone.
Forse piĂą d’uno, su entrambe le sponde, pensava che non ci sarebbe stata partita; l’una, la Nocerina, avrebbe dovuto essere ripescata in serie B e l’altra avrebbe tranquillamente disputato il suo campionato con derby regionali ritenuti piĂą gestibili e quindi non a rischio.
Ma i conti sono stati fatti senza l’oste, cioè senza la mentalitĂ  oltranzista di gruppi di estremisti. E ci ritroviamo con un derby che non è derby e con una “striscia di Gaza” di palestinese memoria che va sempre e comunque tenuta d’occhio.
Che tristezza! Sergio Leone, maestro di indimenticabili colonne sonore come “C’era una volta il West” e “C’era una volta in America”, avrebbe composto “C’era una volta il derby”.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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