C’era una volta nel neolitico

C’era una volta nel neolitico
di Angelo Giubileo

1340_0Questa è semplicemente una favola. Che, come tutte le favole, si ritrovano a raccontare se stesse agli uomini. C’era una volta un grazioso villaggio, stretto ai confini di due splendide fasce costiere e di una lussureggiante collina. Vi risiedevano ormai circa 1500 abitanti, dopo che in circa 20-30 anni i confini del territorio erano stati varcati da un’ingente moltitudine di migranti (quasi il doppio rispetto ai nativi), provenienti da nord e da sud, attratti dalla bellezza del luogo e da numerose nuove opportunità di lavoro e d’impresa.

Il nuovo capo del villaggio pensò che lo stesso non sarebbe stato in grado di accoglierne tanti di più. E tuttavia, grazie all’aiuto di alcuni tecnici esperti, senza estendere i confini delle mura di cinta, provvide al riassetto degli spazi interni in modo che risultassero praticabili e confortevoli perfino per 1800 villici.

Non c’è dubbio che il villaggio s’apprezzasse di giorno in giorno. Tanto che, aumentando di pregio, in esso cresceva anche il costo della vita. E pertanto quel villaggio, che era stato di 1500 abitanti, finiva ormai per contarne non più di 1300. E tuttavia, tutti o almeno quasi tutti felici di abitare e godersi un territorio, proprio, tanto più bello, tanto più ricco.

Ma, nel frattempo, vi chiederete: dov’erano finiti quegli altri 200? Loro malgrado, erano stati infatti costretti ad abbandonare il villaggio. Da migranti, i più erano stati accolti; mentre pur pochi, anche qualche nativo, erano stati espulsi. Vi chiederete ancora: da chi? Forse dal capo del villaggio, dopo lungo tempo, ancora regnante? No, senz’altro no. Infatti, alla cacciata dal “giardino” aveva viceversa provveduto la dea della Vendetta, detta anche della Giustizia.

Ma, solo dopo che la dea dell’Abbondanza aveva abbandonato il villaggio al proprio destino. Rompendo il corno della capra Amaltea, la dea dell’Abbondanza aveva provveduto a elargire al villaggio ogni seme e frutto generoso. Fintanto che, però, il corno non si era svuotato. Non come Ella credeva, per suo desiderio, cosa che peraltro credeva anche il capo del villaggio; e invece, per un destino che, solo in apparenza, sembrava essersi manifestato improvvisamente avverso.

Così credevano tutti, o quasi. Perché comunque pochi sapevano che la dea della Vendetta o della Giustizia, detta anche Nemesi, prima o poi ambisce al castigo. E fu così che, a causa di quei 200, la dea fece invadere il villaggio da centinaia e centinaia, migliaia, di altre persone; fino a quando gli abitanti stessi del villaggio presero a lamentarsi con il proprio capo.

Da allora, il destino del villaggio mutò.

redazioneIconfronti

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