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Cesaro ci ripensa, gli conviene la decadenza. Un regalo di Fli

Cesaro ci ripensa, gli conviene la decadenza. Un regalo di Fli

Luigi Cesaro è decaduto dalla presidenza della Provincia di Napoli. E’ stata, infatti, approvata la mozione presentata oggi in Aula dal capogruppo di Fli, Giovanni Bellerè, sull’incompatibilità di Cesaro, già deputato del Pdl e intenzionato a ricandidarsi alle elezioni politiche del 2013. Il documento ha raccolto 26 voti favorevoli e 12 contrari sui 38 consiglieri presenti a Santa Maria la Nova. Non ci saranno per ora dimissioni da protocollare per il presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro. Il capogruppo di Fli Giovanni Bellerè ha chiesto che il consiglio riconosca le condizioni di incompatibilità tra la carica di deputato, che Cesaro tutt’ora ricopre, e quella di presidente della Provincia. La procedura consentirebbe al Consiglio di arrivare a scadenza del mandato con il vice presidente, nominato ieri, Antonio Pentangelo. Luigi Cesaro ha 10 giorni di tempo per presentare delle controdeduzioni, rispetto alla mozione approvata dal consiglio provinciale di Napoli che decreta una condizione di incompatibilità tra la carica di presidente e quella di deputato, che lo stesso Cesaro vorrebbe riconfermare alle prossime elezioni. Cesaro, nei dieci giorni, potrebbe anche optare tra i due incarichi e comunicare la sua scelta al consiglio che si riunirà di nuovo per dirimere definitivamente la questione. Nel caso in cui l’esponente del Pdl, assente oggi durante la seduta, opti per il Parlamento, le funzioni passeranno al vice nominato ieri, collega di partito che ha rilevato la delega prima data a Ciro Alfano (Udc). In consiglio si sono evidenziate anche spaccature all’interno dei gruppi. La mozione di incompatibilità è stata depositata da Giovanni Bellerè, esponente di Fli, sconfessato dagli altri due consiglieri finiani contrari, come gli altri rappresentanti dell’opposizione, eccetto il consigliere di Fed Giorgio Carcatella, favorevole. Favorevole anche l’Udc, nonostante la revoca della vice presidenza, che ha però determinato il voto contrario di Ciro Ascione. Fli e Udc dunque divisi al loro interno sulla partita giocata sul filo del cavillo. Luigi Cesaro, trascorsi i 10 giorni, si ripresenterà in consiglio per comunicare la sua posizione e l’assemblea avrà altri 10 giorni per rendere definitiva qualunque decisione. La strategia adottata dal presidente della Provincia di Napoli, eletto nel 2008 con un accordo Pdl – Udc, è stata dunque diversa da quella adottata da altri amministratori campani decisi a candidarsi alle politiche del 2013 che si sono dimessi, e cioè i sindaci di Portici (Vincenzo Cuomo) e Avellino (Giuseppe Galasso) del Pd e Giugliano (Giovanni Pianese) del Pdl. L’ente evita il commissariamento e proseguirà l’attività fino alla costituzione della città metropolitana a fine 2013.
«Abbiamo l’obbligo di essere protagonisti del processo che porterà all’istituzione della Città metropolitana e di non lasciare allo sbando l’istituzione che rappresenta la terza provincia d’Italia», ha dichiarato il consigliere di Fli Giovanni Bellerè, firmatario della mozione. «Non abbiamo privilegi da difendere – ha aggiunto nel suo intervento – ma solo obblighi politici nei confronti dei cittadini che ci hanno eletto». Francesco De Giovanni, capogruppo del Pdl, ha dichiarato voto favorevole pur rilevando «la grande ingiustizia nella legge odierna che permette al presidente della Regione e ai consiglieri regionali di candidarsi, a differenza delle Province. Vogliamo essere ancora protagonisti della Città metropolitana, che cosi come è non esiste. Se abdichiamo da questo ruolo faremmo torto principalmente a chi ci ha votato e a chi vuole la transazione da Provincia a Città metropolitana». Voto contrario dal Pd: per il consigliere Peppe Balzamo «Cesaro tradisce il patto con gli elettori della provincia di Napoli e lo fa nel momento in cui l’ente versa nelle difficoltà più gravi che ha da vent’anni a questa parte. Tradiremmo la volonta’ dei nostri concittadini se con un artificio giudirico volessimo restare in questa sede».

 

 

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Commenti (1)

  • Anna

    Su Cesaro ce ne sarebbero tante da dire! Un uomo politico quantomento dubbio visto il lungo elenco di procedimenti giudiziari che lo riguardano! ma in questo Paese ormai fa avere problemi con la giustizia pare essere un buon curriculum per un posto in Parlamento!

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