Home
Il blog de IConfronti utilizza cookie di servizio e di analisi. Continuando la navigazione accetti l’uso di tali cookie. Più informazioni.
Tu sei qui: Home » Eventi » Che ci fanno i trapanatori di roccia dov’era il Fuenti?

Che ci fanno i trapanatori di roccia dov’era il Fuenti?

Che ci fanno i trapanatori di roccia dov’era il Fuenti?
di Michelangelo Russo
Inquietanti lavori sul costone del Fuenti

Inquietanti lavori sul costone del Fuenti

Insenatura di Fuenti, ore 15 del 5 luglio 2018. È una giornata calda, il mare appena increspato dal maestrale. Le barche oscillano nella brezza placida di questo pomeriggio estivo impeccabile. Ma c’è un rumore del tutto fuori luogo che turba l’idillio. È quello di cantiere, sonoro di martellate e di tavolacci inchiodati. E di trapani inesorabili. Proprio così: persistenti e offensivi, i trapani meccanici addolorano il paesaggio come trapani di un dentista crudele che demolisce la corona di un molare malato. Stanno trapanando il grande dente dolente che è la roccia attigua ai resti del mostro di Fuenti. Che adesso sono una costruzione bassa e muretti degradanti che dal basso appaiono coltivati a vitigni. Va bene la scelta paesaggistica tardiva di una ricostruzione del sito ad imitazione dei terrazzamenti di limoni. Ma che ci fanno i funamboli in tuta da operaio e casco giallo che, appesi alle funi, bucherellano la roccia? Qualunque sia stata l’autorizzazione comunale e paesistica (se vi è stata!) appare inconferente, al momento, con i guasti ambientali del Fuenti, che è il caso più famoso del recente passato. A meno che non si tratti di scongiurare frane imminenti e certificate nel terreno sottostante, con pericolo per la pubblica incolumità, i trapani dovrebbero stare lontani dalla fragile polpa calcarea delle rocce della Costiera Amalfitana. E invece stanno bucando con fragore le ossa dolomitiche del tornante di Fuenti. Dovremmo pretendere tutti l’esibizione di un certificato medico che giustifichi quello che sta accadendo oggi, e non un certificato amministrativo di legittimazione dell’intervento chirurgico che è in essere.

Michelangelo Russo

Michelangelo Russo

Fino a quando i Comuni e le Sovrintendenze non agiranno per la tutela della Costiera con l’approccio professionale di un medico di corsia d’emergenza, non può esservi salvezza per una delle perle del Patrimonio mondiale dell’Unesco. E fino a quando la Procura locale si entusiasmerà per le vittorie sui pezzenti del parcheggio abusivo e non curerà il funzionamento effettivo di un nucleo d’avanguardia di magistrati e poliziotti capaci di intervento rapido per la tutela del patrimonio paesaggistico e culturale dell’antica civiltà salernitana, non può esserci futuro per una delle poche voci attive della fragile nostra economia. Non che l’argomento sia stato trascurato dagli Uffici Giudiziari: convegni pregevoli tecnicamente si sono svolti di continuo. Ma la sensibilità dei tutori, che è quella che salva il degente ambientale al pari dell’intuizione clinica della diagnosi per il malato, è qualcosa di diverso dall’erudizione giuridica. Questa è, o dovrebbe essere, patrimonio consueto di poliziotti e magistrati. Quello che fa la differenza è l’amore per l’ambiente e la cultura: questo elemento non è previsto da alcun codice scritto per la valutazione di un funzionario in carriera. Perciò non se ne frega nessuno.

Se un poliziotto o un magistrato non sanno distinguere un Picasso da un Raffaello, non per questo sono cattivi professionisti: solo che avrei le mie remore a confrontarmi da cittadino con la qualità del loro operato. Perché, lo ripeto, paesaggio e arte italiani postulano l’amore per la loro comprensione. E l’amore è la base essenziale dell’intuizione. Se c’è amore, un poliziotto o un Pubblico Ministero sa vedere il delitto ambientale a occhio nudo, senza bisogno di rapporti informativi cartacei. Se c’è uno sfregio all’ambiente, un poliziotto o un magistrato ne sente la puzza senza l’olfatto dei cani antidroga. Perciò, datevi da fare!

E che qualche anima pietosa inietti nel frattempo un anestetico nel molare dolorante della roccia di Fuenti.

Informazioni sull'Autore

Numero di voci : 3600

Lascia un Commento

© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

Scroll in alto