Home
Tu sei qui: Home » Archivio » Christina e Lisa, una strada per uscire dal “cubo” dell’autismo

Christina e Lisa, una strada per uscire dal “cubo” dell’autismo

Christina e Lisa, una strada per uscire dal “cubo” dell’autismo
 
“Il cubo di Marzapane-Quando si può sfidare l’autismo” di Christina Caflish (edizioni Kappa) sarà presentato giovedì 20 settembre nel Salone dei Marmi del Comune di Salerno, alle ore 17,30. L’evento è promosso dalle associazioni culturali “Felix” e “La Nuova Scuola Medica Salernitana”, dalla “Fondazione Scuola Medica Salernitana” e dal Centro Studi Delacato. Interverranno il giornalista Michele Piastrella e gli esperti di neurologia e psichiatria David Delacato, Antonio Parisi, Giangennaro Coppola, Francesco Di Salle. Modererà Luciana Iosca (direttore della Fondazione Scuola Medica Salernitana). In apertura, la pianista Amalia Rosati ed Elisabeth K.A. Triumbari (canto e voce) eseguiranno alcuni brani musicali ispirati ai capitoli del libro. Sarà presente l’autrice.
di Elvira Sessa

Vincere l’autismo si può. Christina Caflisch ne era convinta. Lisa, sua figlia, lo desiderava.
E dopo un faticoso percorso, durato trentacinque anni, Christina e Lisa hanno vinto la loro battaglia.
“Il Cubo di Marzapane” ripercorre le tappe di questa avventura in una sorta di “diario a quattromani” che intreccia il racconto di una mamma, Christina, con i diari personali della figlia, Lisa, scritti negli anni bui dell’isolamento.
Il “cubo” era, per Lisa, la sua cameretta di casa, il rifugio dagli “altri” dove la ragazza creava una realtà fantastica tutta sua, fatta di personaggi inventati e di idoli della tv. Il “cubo” era anche uno spazio interiore, lontano dal doloroso confronto con i compagni di scuola che la deridevano, dai professori, che esortavano la madre a tenerla in casa per non creare “disturbi” nella classe e da familiari e conoscenti che consideravano “inutile” ogni tentativo di uscita dal problema. Osservava Lisa nei suoi diari: “le persone non capivano e nemmeno si domandavano le cose, giudicavano e basta”.
Solo Christina non cessava di interrogarsi. All’inizio non capiva quale fosse il problema della figlia ma era sorretta da una certezza: Lisa non aveva un ritardo mentale e non aveva bisogno di psicofarmaci.
Scrive Christina: “Mi chiedevo: chissà come Lisa vede il suo cubo. Lo immagina come una fortezza alta (…), inespugnabile oppure come una stanza con le pareti fatte di pasta dolce, morbide come il marzapane?”. E spiega: “In fondo, ho sempre creduto che le pareti potessero sgretolarsi”. Anche Lisa lo desiderava. Un giorno, infatti, le aveva confidato: “C’è una porta nel cubo”.
L’incontro con il dottor Carl H. Delacato segna una svolta importante. Lisa, allora aveva tredici anni. Delacato considera l’autismo “un danno cerebrale minimo a livello corticale” che determina una significativa alterazione delle funzioni percettive. Il suo metodo consiste in una terapia riabilitativa sensi-motoria, personalizzata e basata su leggi della biologia molecolare che, come spiega la dott.ssa Anna Lisa Buonomo nell’Appendice del libro “mira a ripristinare una selezione dei circuiti nervosi, modificando lentamente la percezione degli stimoli ambientali”. Christina decide di sperimentare il suo metodo e inizia finalmente a scoprire i codici comportamentali della figlia, la chiave per aprire la porta del “cubo”. L’autismo non è più uno sconosciuto e, un po’ alla volta, il dolore di Christina e Lisa si schiude alla speranza, anzi, come sottolinea Christina, “alla certezza che ce la potevamo fare”.
Oggi Lisa è sposata e svolge con passione il lavoro di insegnante delle scuole materne, forte di una sensibilità che la rende lungimirante e punto di riferimento per genitori di bambini con disagi analoghi al suo.
È proprio di chi è affetto da autismo chiudersi dinanzi alla realtà. Ma ognuno di noi può avere un “cubo” dentro di sé. E così, con la loro testimonianza, Christina e Lisa lanciano il “messaggio al mondo” che si legge sulla copertina del libro: l’incitazione a trovare la chiave per aprire la porta delle prigioni delle nostre paure, che ci impediscono di sfidare la realtà e lanciarci nell’avventura della vita.
“Il cubo di Marzapane – Quando si può sfidare l’autismo” di Christina Caflish (edizioni Kappa) sarà presentato giovedì 20 settembre nel Salone dei Marmi del Comune di Salerno, alle ore 17,30. L’evento è promosso dalle associazioni culturali “Felix” e “La Nuova Scuola Medica Salernitana”, dalla “Fondazione Scuola Medica Salernitana” e dal Centro Studi Delacato. Interverranno il giornalista Michele Piastrella e gli esperti di neurologia e psichiatria David Delacato, Antonio Parisi, Giangennaro Coppola, Francesco Di Salle. Modererà Luciana Iosca (direttore della Fondazione Scuola Medica Salernitana). In apertura, la pianista Amalia Rosati ed Elisabeth K.A. Triumbari (canto e voce) eseguiranno alcuni brani musicali ispirati ai capitoli del libro. Sarà presente l’Autrice.

Brochure dell’evento

Informazioni sull'Autore

Numero di voci : 3627

Lascia un Commento

© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

Scroll in alto