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Ciancio: «Il sindacato deve tornare ad opporsi al malaffare»

Ciancio: «Il sindacato deve tornare ad opporsi al malaffare»

Pubblichiamo la lettera di saluto e di dimissioni di un dirigente sindacale – Luigi Ciancio, già segretario regionale della Feneal Uil Campania – inviata ai compagni del sindacato nel giorno del loro congresso. Si tratta di un documento che evidenzia lo sfaldamento sindacale e la deriva lobbistica degli organismi che dovrebbero, invece, tutelare gli interessi dei lavoratori.

di Luigi Ciancio
Il sindacalista Luigi Ciancio

Il sindacalista Luigi Ciancio

Ho ritenuto che non far giungere un mio saluto oggi sarebbe stata una mancanza di rispetto verso tutto il gruppo dirigente e soprattutto verso voi lavoratori.

Tuttavia scrivere queste poche righe mi ha causato fatica, sofferenza e dolore, tanto dolore, come sofferte sono state le mie dimissioni e, soprattutto, la mia assenza qui, oggi. Non poter condividere con voi le gioie di questi giorni ma soprattutto le tante preoccupazioni che, in questo momento storico, la maggior parte di voi vive per la mancanza di un lavoro e l’assenza di prospettive, mi rattrista molto. La crisi ormai ha mandato a casa milioni di lavoratori e la nostra categoria, quella degli edili, sta pagando un prezzo altissimo, spesso in totale silenzio, quasi irreale, assurdo. La Feneal Uil, noi, per quanto possibile, abbiamo tentato di accendere i riflettori sul settore  e a contrastare il totale disinteressamento della classe politica e dei dirigenti pubblici di questo strano e distratto e allucinato Paese.

…La crisi di identità e di moralità non riguarda solo la classe politica, ormai sempre più distante dalla vita reale e dai bisogni della gente, ma riguarda anche l’amministrazione pubblica, la sua classe dirigente e, purtroppo, anche il sindacato. Guardate ad esempio di cosa si è dovuta occupare recentemente la stampa a Roma e qui a Salerno: della sparizione di ingenti somme e del mercimonio sulle Casse Integrazioni, del taglieggiamento di imprenditori in crisi. Assurdo! Fatti assurdi, che lo sono sempre ma lo sono ancora di più in un periodo come questo, dove questa crisi senza fine falcidia, solo nella nostra provincia, centinaia di posti di lavoro al giorno e distrugge continuamente imprese ma, al contempo, favorisce le banche, il malaffare e l’usura. Una guerra! Ed è noto che durante le guerre a guadagnare sono solo i malfattori e chi fa la borsa nera.

La solidarietà è sparita! Ha lasciato, infatti, il posto all’odio che, prendendo sempre più piede, è diventato il “valore” fondante e predominante. Anche la nostra provincia diventata, nel tempo, la prima organizzazione sindacale della Feneal Uil nazionale non solo numericamente, di odio, anno dopo anno, ne ha calamitato tanto; soprattutto da persone che non hanno nulla a che vedere con i valori del sindacato e che non sono degne di rappresentarlo. E tuttavia queste persone non solo prendono piede, ma sono spalleggiate da Roma e portate ad esempio.

Oggi, dopo anni di contrasto all’odio e al malaffare, le mie dimissioni sono irrevocabili. Da troppi anni e per troppo tempo sono stato trattato (insieme a tutta la struttura provinciale) come un estraneo, un clandestino, un extra comunitario senza permesso di soggiorno. Con il senno del poi ritengo che avrei dovuto lasciare qualche anno fa, quando, appena accettato di fare il segretario regionale, mi resi conto che non avrei potuto lavorare come avrei voluto. Avrei dovuto lasciare allora o a giugno scorso, prima dell’incontro con i massimi vertici nazionali e regionali della Uil e della Feneal Uil, sì, avrei dovuto capire (sapevo ma non riuscivo a crederci) che non mi sarebbe stato possibile neanche ultimare il lavoro di bonifica avviato a Caserta.

Ad ogni modo e nonostante tutte le difficoltà, grazie al vostro sostegno, la Feneal Uil di Salerno, dal primo all’ultimo scritto, dal primo all’ultimo dei dirigenti, ha realizzato pagine epiche che nessuno e nulla potranno cancellare, poiché sono pagine scritte con passione, lavoro e, soprattutto, con il cuore. Non ci siamo mai tirati indietro e non vi siete mai tirati indietro. Tanti sono stati i traguardi raggiunti e sempre forte la nostra presenza sul territorio e alle manifestazioni. Insieme, con la passione che ci contraddistingue, siamo stati i più propositivi e innovativi, e gli obiettivi raggiunti hanno fatto da spunto, in molti casi, anche per gli altri.

Oggi però, non voglio perdermi in elogi, né voglio ricordarvi tutto quello che abbiamo realizzato, d’altronde la storia la conoscete, è la nostra storia, scritta insieme, voi e noi. Cari dirigenti e lavoratori, la propria dignità e la dignità della nostra organizzazione  va difesa e mai barattata in cambio di qualcos’altro, poiché essa ha un valore che non si può comprare essendo frutto di un impegno quotidiano, grande e faticoso, impegno che ci riconoscono e ci hanno riconosciuto in tanti soprattutto chi ha compreso che siamo un’ organizzazione sindacale che appartiene soltanto ed esclusivamente a voi lavoratori e a nessun altro.

Tengo a salutarvi tutti e a farvi i miei auguri.

A voi che siete stati al mio fianco ad uno ad uno, a Patrizia Spinelli e al gruppo dirigente dico di continuare il lavoro fatto fino ad oggi, ricordandovi che siete la Feneal Uil di Salerno, combattuta sì, ma anche tanto copiata, contrastata ma anche tanto temuta, vituperata ma anche rispettata ed ammirata da un intera comunità.

Assieme, continuerete ad essere una forza per battersi per chi lavora c’è bisogno di coesione a tutti i livelli, ma la coesione  va costruita giorno dopo giorno, con equilibrio, rispetto e valorizzando i meriti e la mia presenza impedirebbe ormai tale coesione, anche per questo lascio.

Impegnatevi con passione e mettete da parte le divisioni, lavorate per cercare di far ripartire l’edilizia, ma per quella buona quella che rispetta i territori e lascia un futuro alle nuove generazioni siete in buonissime mani, nelle mani di una grande guerriera, Patrizia, che lavora con grande dedizione e passione e che non è sola …penso ad Emiliano, a Francesca, a Rosaria, a Stefania, a Giulia, a Carmen, a Mario e per ultimo, ma non ultimo, ad Aniello e a tutti voi, di cui conosco le storie personali e spesso familiari, i problemi, le vostre mani inspessite e le vostre facce cotte dal sole o sferzate dalle intemperie che rimarranno stampate per sempre nel mio cuore…

E prima di chiudere lasciatemi ricordare per l’ennesima volta Tonino una persona speciale e con un cuore immenso… lo accompagno, insieme con  Carolina, ad Avelino per l’ennesimo consulto… sia all’andata che al ritorno mi ripete, come solitamente soleva ripetermi negli ultimi mesi, ogni volta che ci incontravamo, che “dal sindacato ce ne dobbiamo andare insieme, appena vado via te ne vieni pure tu!

Tonino sapeva bene quello che diceva, capiva bene che l’odioso fanatismo che c’era contro Salerno si sarebbe accentuato.

… adesso vedo Tonino che vi osserva dall’alto che, come me, è fermamente convinto che continuerete a scrivere pagine epiche e vi immagina ora, attenti, con il cuore appoggiato sul cuore delle cartelline che avete tra le mani …

Un abbraccio

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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