Lun. Giu 17th, 2019

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Cilento chiama Università. Il rettore: noi ci siamo

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di Erminia Pellecchia
di Erminia Pellecchia
Il rettore Aurelio Tommasetti
Il rettore Aurelio Tommasetti

Ordinario di economia aziendale, direttore del Dipartimento di Studi e Ricerche aziendali, presidente dell’Osservatorio dell’Appennino meridionale, autore di 50 pubblicazioni in materia di contabilità e governance delle aziende pubbliche, bilancio d’impresa, analisi di costi e federalismo fiscale, il rettore dell’Università di Salerno, Aurelio Tommasetti (foto in alto a destra), è tra gli economisti più accreditati nel Mezzogiorno e tra i maggiori esperti di credito d’impresa.

Professore, storia, tradizioni, arte, enogastronomia, paesaggio: il nostro territorio è una vera e propria impresa di valori e saperi. Come mai non riesce a realizzare tutte le potenzialità che ha in sé?

I cahiers de doléances, tanto cari a Luigi XVI nel 1789, sono pieni di critiche e lamentele anche nel ventunesimo secolo. Sono, infatti, diversi i punti di attrito che rendono difficile l’esplosione delle potenzialità provinciali. Mi soffermo sul sistema della mobilità interna ed esterna che è strategico per l’attrazione di flussi turistici; ebbene, questo sistema che scricchiola a livello nazionale, nel caso di Salerno risulta ancora non in linea con la potenziale domanda turistica.

All’interno del sistema trasporto provinciale è fortemente penalizzato quello aereo per le note vicissitudini che hanno finora caratterizzato il “Costa d’Amalfi”. Il definitivo decollo dello scalo può essere considerato l’alternativa più immediata per risolvere il problema della localizzazione periferica della bellissima costa cilentana. Da qui, la necessità di fare del Costa d’Amalfi una costola dell’aeroporto internazionale di Capodichino per i collegamenti aerei di linea interna e charter, nonché delle compagnie low cost, le quali, grazie ai prezzi concorrenziali, potrebbero attrarre numerosi flussi di turisti che oggi privilegiano, invece, altre mete del Mediterraneo a minor costo.

Cose più volte affermate, dette e ridette ma mai attuate.

Segnali negativi si riscontrano anche nel caso della linee ferroviaria a sud della città capoluogo, dove permane una situazione di arretratezza che determina lunghi periodi di percorrenza anche all’interno della sola provincia. Il pendolarismo in generale, e quello a sud del capoluogo in particolare, è messo a dura prova con soppressioni di treni, ritardi abnormi e ingiustificati, situazione igienica delle carrozze poco consone per un paese sviluppato.

Il Cilento, nonostante le sue grandi vocazioni riconosciute anche dall’Unesco, compare ancora tra le aree degradate del Mezzogiorno. Quali sono i deficit strutturali che potranno beneficiare di una più stretta, auspicabile relazione tra Università e territorio?

Linea ferroviaria e “Costa d’Amalfi”, al quale facevo riferimento prima, sono due aspetti del problema, non i soli. Salerno con il suo territorio sconta, infatti, una dotazione di infrastrutture sociali ed economiche ancora non in linea con i volumi dei flussi turistici. Necessario, quindi, appare l’ammodernamento di tutto il sistema infrastrutturale provinciale, fino ad oggi carente soprattutto dal punto di vista qualitativo. Il Cilento paga, per esempio, questi ritardi rispetto all’intera provincia. Lo sviluppo dei trasporti all’insegna di una totale intermodalità, il miglioramento delle infrastrutture socio-economiche, penso per esempio alle enormi potenzialità non sfruttate offerte dal Parco Nazionale del Cilento, rappresentano i punti sui quali si può innestare una proficua collaborazione tra l’Università e il territorio.

Su quali directory strategiche di sviluppo punta l’Università per mettersi a servizio del territorio?

L’Università di Salerno contribuisce a formare molti giovani che non sono solo campani e altri giovani che non sono neppure italiani (il programma Erasmus ne è un valido esempio). Questo fa del nostro Ateneo una fucina per la futura classe dirigente locale e nazionale che darà visibilità e merito anche alla nostra provincia: in Italia, in Europa e nel mondo. Analoghe considerazioni valgono per la ricerca scientifica e per le sue ricadute, immediate sulla vita delle persone. Se l’Università non producesse risultati di ricerca visibili internazionalmente, anche i vantaggi per la collettività locale sarebbero annullati. L’Università di Salerno è impegnata a migliorare ancor di più questo aspetto ma, nel contempo, è protesa a prestare una particolare attenzione al territorio in cui opera, alla sua pubblica amministrazione, alla sue imprese, al suo sistema cooperativo, alle sue associazioni, alle sue famiglie e ai suoi giovani. E naturalmente agli altri soggetti che a livello locale sono impegnati nel campo della ricerca scientifica e tecnologica con le quale l’Università di Salerno intende proseguire un cammino di convinta e positiva collaborazione.

 

(da Il Paradosso)

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