Lun. Ago 19th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Ciò che veramente conta è l’essenziale ….

di Roberto Lombardi

2 thoughts on “Ciò che veramente conta è l’essenziale ….

  1. Leggo, con interesse e piacere, le reazioni, e fra le più varie, alle vignette de I Penuti. I miei personaggi fra alcuni seminano sconcerto, fanno addirittura gridare alla “gravità”. E dire che essi stessi, costituzionalmente proiettati all’erezione, lottano contro la gravità che invece li condannerebbe miseramente in basso (e qui ho già spiegato tutta l’estetica e la filosofia dei Penuti e potrei fermarmi). Ma tenterò di dire meglio le mie –o meglio, le loro- intenzioni. Nel suo corrosivo “Codice della vita italiana” Prezzolini divide gli italiani in due categorie: i furbi (cazzuti, o penuti per usare un termine più morbido –ma dire “morbido” riferendosi a un pene, nel mio meccanismo non fa altro che creare quello scarto in cui consiste tutta la presunta ironia dei miei personaggi), e nei fessi (coglioni, e qui vale lo stesso ragionamento: se io quegli ammennicoli me li porto sempre dietro, come e più della mia faccia, appellarmi con quel termine crea ancora solo uno scarto dal quale si produce la mia acida, malevola idea della realtà). La comicità, per non dire dell’ironia, non può essere accomodante né rassicurante (non lo è neppure la poesia che spesso, rifiutata perché inquietante, viene confusa col “poetico” che invece accettiamo di buon grado). Per venire a Courbet: …ma “venire a Courbet” è un’espressione che può usare, con “normalità”, uno dei miei Penuti, mentre un uomo, mettiamo un politico, mettiamo qualche giorno fa, se dice “lei viene?”, lo dice solo anormalmente, abnormemente, e così, nelle vignette dei Penuti, uno diventa la parodia dell’altro, ma non si distingue davvero più chi è parodia e qual è l’universo preso di mira: quello reale -così surreale, così insensato?!- o quello dei personaggi di una vignetta -così rovesciato e insieme aggiustato dalla sua controrovescitura intrinsecamente legata alla ”figura” di chi parla o dice… cazzate. Ora, come lo intendete voi questo “dice cazzate”? Un loop, perché quel “tipo”, il Penuto (il politico o il disegno?!) non solo le dice, ma lo è “cazzate”. E se il loop offende qualcuno, posso scusarmene, perché il garbo impone a me (non a “loro”) di scusarmi, e posso addirittura convenire che su Courbet ho insisto (diverse le vignette non solo dei Penuti che lo tirano in ballo). Ma ho insistito altrove, non nei I Penuti, che difendo e dei quali vado orgoglioso (il termine esatto in linguaggio penuto è “sono orgoglione”): credo di aver inventato un personaggio che davvero, dalle pareti dei cessi, dai muri delle strade, racconta, da sempre, il paese che vanta il più gran numero di furbi-fessi che vi sia al mondo.
    Roberto Lombardi
    P.S. C’è un altro aspetto di cui tenere conto. I miei interventi sono introdotti da un titolo che non compare in vignetta, ma è necessario al sistema informatico per poter inserire nel blog l’intervento stesso. Talvolta, fra titolo e vignetta si crea uno scostamento che può rappresentare il granello che blocca l’ingranaggio del rovesciamento di senso, bloccandolo la dove non dovrebbe fermarsi.

  2. Gentile Lombardi, premesso che la seguo da tempo e con interesse, le chiedo però: ma non le pare di stare un tantino esagerando con queste sue metafore ero-politiche? Non ne faccio una questione morale, intendiamoci, ma estetica (nel senso filosofico del termine). Grazie della risposta che vorrà darmi. Maria Luisa D’Avanzo

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