Cittadini campani i più tartassati, 160 euro a testa di Tares

di Gianmaria Roberti

Dopo la mazzata Tarsu, c’è la tranvata Tares. Per i cittadini della Campania si annuncia una stangata da 160,8 euro a testa. Cambiano i nomi delle tasse, ma il salasso resta uguale, anzi peggiora. E in Italia sono sempre loro a pagare il prezzo più alto per la raccolta rifiuti. Un servizio spesso al di sotto di ogni sospetto, i cui costi schizzano in orbita per ripianare i deficit delle società di gestione. Un trend destinato ad aggravarsi quest’anno, quando la nuova imposta, varata dal governo Monti, costerà ai campani 160,8 euro: cifra ottenuta sommando i 3,9 euro di Tia e 156,9 euro di Tarsu. I dati, riferiti al 2010, sono dell’Ifel, istituto per la Finanza e l’Economia Locale, e sono stati elaborati dall’Ancot, l’associazione nazionale consulenti tributari. La Tares, tributo comunale sui rifiuti e servizi, comporterà aumenti in tutta Italia, ma si accanirà sui cittadini campani. I rincari si spiegano con la natura del nuovo tributo, che dovrà assicurare un gettito in grado di coprire interamente il servizio di raccolta e smaltimento, vincolo non previsto con l’applicazione della Tarsu. Inoltre, si prevede una maggiorazione su tutti gli immobili pari a 0,3 euro al metro quadrato, necessaria a finanziare i servizi indivisibili dei Comuni, come illuminazione pubblica, pulizia e manutenzione delle strade. Il peso più lieve degli aumenti toccherà agli abitanti di regioni virtuose come Emilia Romagna (51,4 euro, Veneto (42,5 euro), Trentino Alto Adige (0,8 euro). “La Tares – spiega il presidente nazionale dell’Ancot, Arvedo Marinelli – cambierà radicalmente quelli che erano gli importi relativi sia alla Tia e sia alla Tarsu. Se da un lato la nuova imposta appare in linea con una logica europea in base alla quale paga di più chi produce più rifiuti nel contempo appare come un importante passo in avanti verso l’attuazione del federalismo fiscale”. Tuttavia, “è ovvio – aggiunge – che tale imposta, soprattutto in questa delicata fase congiunturale ancora caratterizzata da una difficilissima crisi economica, metterà ancora di più a dura prova i bilanci delle famiglie e delle aziende. Tra queste ultime gli aumenti potranno essere anche superiori al 50% rispetto a quanto pagavano per la Tarsu e soprattutto quelle che operano nei settori dell’ortofutta, bar mense e ristoranti”. La Tares colpirà anche i comuni della Campania dove la raccolta differenziata ha registrato i risultati migliori. Secondo le stime di Legambiente, nel 2011 più di trecento hanno raggiunto il 50%, e almeno cento hanno superato la soglia del 65 percento. “Un risultato straordinario se si considera che in tutto i comuni della Campania sono 551 e che nella nostra regione sono soltanto tre gli impianti di compostaggio funzionanti” ha ricordato il presidente di Anci Campania, Vincenzo Cuomo. Un traguardo che non eviterà ai cittadini di essere ancora i più tartassati.

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