Dom. Lug 21st, 2019

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Cl non molla Formigoni, anche il Papa prega per lui

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Roberto Formigoni al Meeting di Cl si scusa per i suoi «toni, i limiti e le intemperanze» nell'ambito dell’indagine sulla sanità che lo vede destinatario di un avviso di garanzia. Annuncia che «se il Signore lo vorrà» continuerà a fare politica. E il ‘popolo di Cl’ lo assolve: per il governatore, in un auditorium della Fiera pieno di gente, niente fischi dalla platea, come in tanti temevano; ma solo applausi a punteggiarne il suo ripercorrere della vicenda personale e politica. Con un impeto quando Formigoni lancia un duro attacco a «Idv, Grillo, Il Fatto e la Repubblica», che accusa di voler «abbattere ogni esperienza di democrazia in Italia». Formigoni parla in serata ad una tavola rotonda sul ‘modello Lombardia’. Arriva nell’auditorium e parte il primo applauso, che lo accompagna fin sopra il palco. Da lì espone la propria «lettura personale» di quanto gli è accaduto. «Ho sentito fisicamente le vostre preghiere in questa esperienza forte e straordinaria», dice ai ciellini, aggiungendo di essersi sentito vicino «un vecchissimo amico che mi aveva voluto bene da vivo e che da lassù si è dato da fare per me (Don Giussani, il fondatore di Cl, che poi nominerà anche quando parlerà della sua scelta di entrare in politica)». E rivela che, quando incontrò il Papa a Milano tre mesi fa, «Benedetto XVI mi guardò e mi disse: io prego tutti i giorni per lei». Ricorda che l’attacco gli arriva da La Repubblica, e comincia da un articolo di Gad Lerner. «La parola d’ordine era ‘abbattiamo Formigoni’. Non riuscendo a battermi politicamente hanno tentato la via giudiziaria. E oggi, capito che la via giudiziaria non porterà a nulla, hanno provato la via della descrizione sbagliata di me parlando di comportamenti assurdi che non ho mai tenuto». E qui c’è il 'mea culpa'. «Ho risposto a mio modo, con tutti i miei limiti e intemperanze. Ho sbagliato e chiedo scusa, ma l’ho fatto perchè non potevo permettere che contro l’esperienza della Regione Lombardia e quella che mi ha generato fossero scaricate ingiustamente tonnellate di fango», chiude. Insomma, il governatore lombardo non desiste. «Non rifarei le vacanze ai Caraibi, che comunque mi sono pagato di tasca mia, perchè non è cosa opportuna». E, dal punto di vista politico, secondo Formigoni, «l’attacco contro di me è fallito perchè il Pdl e la Lega mi si sono strette intorno, così come il popolo di Cl, come in questo meeting state dimostrando. Nulla di quello che ho fatto è contrario alla legge. Hanno tentato di dividermi dalla mia gente: dal Pdl, dalla Lega e da Cl. Ma Pdl, Lega e Cl hanno capito come stanno le cose e sono riuscito a tenerli compatti attorno a me. E oggi non solo sono saldamente in sella alla Regione Lombardia, ma il Meeting mi ha dimostrato il suo grandissimo affetto e io gliene sono grato». Tutto finisce con un attacco, che scatena l’applauso più fragoroso della platea. «Idv, Grillo, Il Fatto e la Repubblica: vogliono abbattere ogni esperienza di democrazia in Italia, facendo prevalere gruppi finanziari: per questo oggi è ancora più importante fare politica», urla Formigoni, che lascia il palco soddisfatto e tra gli abbracci dei fedelissimi.

Roberto Formigoni (nella foto saluta un volontario)al Meeting di Cl si scusa per i suoi «toni, i limiti e le intemperanze» nell’ambito dell’indagine sulla sanità che lo vede destinatario di un avviso di garanzia. Annuncia che «se il Signore lo vorrà» continuerà a fare politica. E il ‘popolo di Cl’ lo assolve: per il governatore, in un auditorium della Fiera pieno di gente, niente fischi dalla platea, come in tanti temevano; ma solo applausi a punteggiarne il suo ripercorrere della vicenda personale e politica. Con un impeto quando Formigoni lancia un duro attacco a «Idv, Grillo, Il Fatto e la Repubblica», che accusa di voler «abbattere ogni esperienza di democrazia in Italia». Formigoni parla in serata ad una tavola rotonda sul ‘modello Lombardia’. Arriva nell’auditorium e parte il primo applauso, che lo accompagna fin sopra il palco. Da lì espone la propria «lettura personale» di quanto gli è accaduto. «Ho sentito fisicamente le vostre preghiere in questa esperienza forte e straordinaria», dice ai ciellini, aggiungendo di essersi sentito vicino «un vecchissimo amico che mi aveva voluto bene da vivo e che da lassù si è dato da fare per me (Don Giussani, il fondatore di Cl, che poi nominerà anche quando parlerà della sua scelta di entrare in politica)». E rivela che, quando incontrò il Papa a Milano tre mesi fa, «Benedetto XVI mi guardò e mi disse: io prego tutti i giorni per lei». Ricorda che l’attacco gli arriva da La Repubblica, e comincia da un articolo di Gad Lerner. «La parola d’ordine era ‘abbattiamo Formigoni’. Non riuscendo a battermi politicamente hanno tentato la via giudiziaria. E oggi, capito che la via giudiziaria non porterà a nulla, hanno provato la via della descrizione sbagliata di me parlando di comportamenti assurdi che non ho mai tenuto». E qui c’è il ‘mea culpa’. «Ho risposto a mio modo, con tutti i miei limiti e intemperanze. Ho sbagliato e chiedo scusa, ma l’ho fatto perchè non potevo permettere che contro l’esperienza della Regione Lombardia e quella che mi ha generato fossero scaricate ingiustamente tonnellate di fango», chiude. Insomma, il governatore lombardo non desiste. «Non rifarei le vacanze ai Caraibi, che comunque mi sono pagato di tasca mia, perchè non è cosa opportuna». E, dal punto di vista politico, secondo Formigoni, «l’attacco contro di me è fallito perchè il Pdl e la Lega mi si sono strette intorno, così come il popolo di Cl, come in questo meeting state dimostrando. Nulla di quello che ho fatto è contrario alla legge. Hanno tentato di dividermi dalla mia gente: dal Pdl, dalla Lega e da Cl. Ma Pdl, Lega e Cl hanno capito come stanno le cose e sono riuscito a tenerli compatti attorno a me. E oggi non solo sono saldamente in sella alla Regione Lombardia, ma il Meeting mi ha dimostrato il suo grandissimo affetto e io gliene sono grato». Tutto finisce con un attacco, che scatena l’applauso più fragoroso della platea. «Idv, Grillo, Il Fatto e la Repubblica: vogliono abbattere ogni esperienza di democrazia in Italia, facendo prevalere gruppi finanziari: per questo oggi è ancora più importante fare politica», urla Formigoni, che lascia il palco soddisfatto e tra gli abbracci dei fedelissimi.

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