“Comizio”-requisitoria del Pm contro Dell’Utri: chiesti 7 anni

“Comizio”-requisitoria del Pm contro Dell’Utri: chiesti 7 anni

Il pg Luigi Patronaggio ha chiesto la condanna a 7 anni del senatore Marcello Dell’Utri, accusato di concorso in associazione mafiosa. Il processo è in corso davanti alla corte d’appello di Palermo. «Caduto Craxi, Cosa nostra pose le sue attenzioni su Forza Italia. Non fu la mafia a fare vincere le elezioni a Forza Italia, ma votò quel partito»: è uno dei passaggi dell’ultima giornata di requisitoria del pg Luigi Patronaggio che oggi chiederà la condanna del senatore Marcello Dell’utri, accusato di concorso in associazione mafiosa. Il magistrato ha parlato di un «rapporto trentennale tra Cosa nostra e Dell’Utri» e di un «patto scellerato» stipulato prima tra il senatore e i capimafia di Santa Maria di Gesù e poi tra il politico e Totò Riina. Negli anni ‘90 «il patto si arricchisce di una componente politica. Si vuole trovare un nuovo referente che Cosa nostra trova in Forza Italia». Per il procuratore generale Luigi Patronaggio il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri intratteneva relazioni con i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano. «Sono contatti di una gravità inaudita – ha detto Patronaggio – perché si tratta dei capimafia di Brancaccio, responsabili delle stragi più gravi che hanno segnato il nostro Paese». Il Pg si era soffermato, in precedenza, sugli aspetti “politici” della vicenda processuale, anche se la Cassazione, per il periodo successivo al ’92, ha assolto l’imputato per questa parte della decisione è definitiva. «Non è certo Cosa nostra – ha sottolineato il Pg – che fece vincere le elezioni del’94 a Forza Italia, ma è certo che la mafia votò questo partito. Per quel che riguarda il periodo precedente, non c’è soluzione di continuità tra il patto scellerato del ’74 fra Dell’Utri e l’organizzazione, e il patto rinnovato con Riina nell’86». Secondo l’accusa, «Cosa nostra ha stipulato un patto di protezione con Dell’Utri in favore di Berlusconi, ma l’associazione mafiosa non è certo un’agenzia di assicurazioni e vuole il proprio tornaconto».

m.amelia

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