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Complotto dei bagarini dietro le rapine ai calciatori del Napoli

Complotto dei bagarini dietro le rapine ai calciatori del Napoli
di Mauro Maffei

Un solo grido, un solo allarme: gomblotto, gomblotto! Napoli serve sul vassoio una trama da orgasmo al più famigerato, e meno british, salotto calcistico del lunedì. La malavita attacca il club di De Laurentiis, a suon di rapine ai calciatori e loro congiunti: sconvolgendo la piatta quiete partenopea, poco adusa ai raid criminali. E hai voglia a invocare la moviola, caro Biscardi: a Napoli le videocamere antiscippo ci sono, ma nessuno le ha mai accese. Qui bisogna indagare: perché la piovra minaccia quell’Arcadia sorta attorno al calcio Napoli, acquartierato a Castelvolturno, nella placida terra dei Mazzoni, ingiustamente presa di mira da Roberto Saviano? I rumors del vicolo insinuano: De Laurentiis, vendendo biglietti on line, ha rovinato i giri di qualche bagarino. Allora scatta la vendetta luddista, trucemente ostile al web, ordita dalla potente mafia dei tagliandi illegali. L’ultimo assalto della spectre colpisce Maria Soledad, consorte del Matador Cavani, a cui due rapinatori confiscano un modesto orologio da 18.000 euro. Ma il disegno oscuro inizia nel 2008: Hamsik è rapinato di un Rolex, poi recuperato dalle forze dell’ordine. Un caso? Ma no. E poi che se ne farebbero di un Rolex, gli incappucciati anti-azzurri? Tanto più che a novembre scorso la banda alleggerisce anche Yanina Screpante, la fidanzata-modella del Pocho Lavezzi. Cosa porta via? Un Rolex. Due indizi fanno già quasi una prova. “Città di merda” twitta la ragazza, in un’ode alla dea Partenope. Poi cancella subito quei 140 caratteri di sdegno, intuendo che mai nessuno prima aveva usato tali termini, parlando della città del Vesuvio, del mandolino e della pizza. Ma il complotto si fa ancora avanti: a Martina Franova, moglie incinta di Hamsik, tolgono armi in pugno una Bmw X6 a Varcaturo, sul litorale flegreo. Ma solo perché non indossa un Rolex. L’auto è ritrovata grazie all’antifurto satellitare. Nel mirino finisce anche Cavani: mentre è in Uruguay i ladri gli svaligiano casa, situata in un parco tra Pozzuoli e Bacoli, portando via gioielli, oggetti di valore e indumenti. E non la fanno buona neppure al suo manager Claudio Anellucci: mentre guida in corso Garibaldi, curiosamente bloccato nel traffico, alcuni banditi lo rapinano. Prevenendo ogni domanda retorica, precisiamo che lo deprivano di un Rolex. Ma non basta. Alla moglie del difensore Aronica rubano l’automobile. Uno choc collettivo: a Napoli, nel 2010, ne avevano rubate solo altre 14.908. Il complotto però non guarda in faccia a nessuno: tentano di fregare la vettura anche alla moglie dell’argentino Fideleff. “Dietro queste azioni criminose non c’è stato un disegno indirizzato a colpire il Napoli” dice il questore Merolla. Ma dev’essere una manovra diversiva. Il complotto c’è, e si vede. La Procura infatti apre un fascicolo.  L’ex procuratore Giovandomenico Lepore chiarisce però che non esistono elementi per ipotizzare “l’esistenza di un ricatto a carico del Napoli”. Forse gli inquirenti vogliono lavorare sottotraccia. “Queste cose accadono ovunque così come ad Udine dove svaligiano una casa di un calciatore al giorno, ma nessuno lo dice perchè la città friulana ha poca cassa di risonanza”, proclama il portiere Morgan De Sanctis, inguaribile sognatore. A lui va svelato che in provincia di Napoli, nel 2011, sono stati commessi appena 72.504 tra furti e rapine, a fronte dei circa 66mila del 2010, mentre nel capoluogo soltanto 35.672 rispetto ai circa 32mila dell’anno precedente. E gli va fatto notare che i furti, in città, sono passati dai 28.183 del 2010 agli impercettibili 32.046 del 2011, mentre le rapine da 3.196 a sole 3.626. Con questi numeri svizzeri, come non pensare ad una regia occulta? “Io porto sempre uno Swatch” fa sapere la moglie di Aronica, tentando di sviare la banda del complotto: ma quelli mica abboccheranno.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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