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Comuni al crac, la rabbia dei sindaci. De Luca: chiudiamo

Comuni al crac, la rabbia dei sindaci. De Luca: chiudiamo

Sindaci in piazza contro i tagli per le Autonomie previsti dal Dl spending review all’esame del Senato. A piazza Sant’Andrea della Valle, a Roma, nei pressi di palazzo Madama, si sono radunati questa mattina alcune centinaia di primi cittadini di tutta Italia con indosso la fascia tricolore per la manifestazione di protesta promossa dall’Associazione dei comuni. Presenti, tra tanti i vessilli e stemmi delle città italiane, anche gli amministratori dei Comuni terremotati che chiedono di non essere dimenticati.
Perentorio il sindaco di Salerno, Vincenzo  De Luca, presente alla manifestazione di Roma. Intervistato dal Gr24 De Luca ha spiegato: «Fra le cose che andremo a chiedere vi sono alcune previsioni del Decreto Legge 95 che vanno assolutamente modificate: ci riferiamo all’obbligo di coprire le partite debitorie delle società partecipate; non può essere accettata la proposta di svalutare del 25% i crediti riportati come residui attivi nei nostri bilanci, questa è una cosa assolutamente sciagurata che blocca definitivamente gli equilibri di bilancio perché non consente di avere investimenti per una somma equivalente. E poi chiediamo che siano escluse dal Patto di Stabilità le spese per investimenti. In nome di che cosa dovrei mantenere il mio 70% di raccolta differenziata che mi costa 30 milioni di euro l’anno o in base a che cosa dovrei mantenere il primato meridionale per la rete di asili nido? A questo punto se dobbiamo chiudere, chiudiamo».
Un incontro andato “malissimo” e ora alle porte c’è il rischio di un «pesante conflitto istituzionale e politico, anche nei confronti delle nostre forze politiche di riferimento in parlamento». Il presidente dell’Anci, Graziano Delrio, a capo della delegazione di sindaci ricevuti dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, non usa giri di parole per descrivere la falsa partenza del dialogo con il governo sulla spending review. «Siamo entrati nella stanza del ministro – spiega al termine dell’incontro – per discutere dei risparmi di spesa e di lotta agli sprechi, ma ne siamo usciti sconcertati perché Giarda ha confermato i nostri timori, affermando che non si tratta di tagli agli sprechi ma di un taglio ai trasferimenti. L’impostazione -ha aggiunto Delrio- è completamente differente da quella che ci era stata garantita dal presidente del Consiglio. Noi proponiamo tagli agli sprechi e non accetteremo tagli ai servizi», ha concluso.

Presenti in piazza, tra tanti i vessilli e stemmi delle città italiane, anche gli amministratori dei Comuni terremotati che chiedono di non essere dimenticati. Sotto accusa è il provvedimento per la revisione della spesa pubblica, ma con un occhio anche ad altri fronti di malcontento degli amministratori locali: dalla ripartizione dei proventi dell’Imu alla revisione delle circoscrizioni giudiziarie. Non a caso, alla protesta dei sindaci si associa anche la mobilitazione di avvocati e liberi professionisti preoccupati per l’annunciata soppressione di 37 tribunali minori annunciata dal ministero della Giustizia sempre nell’ambito della spending review «Vogliamo che sia eliminato il patto di stabilità – spiega Raffaele Cortesi, primo cittadino di Lugo di Romagna (Ravenna) – e che i Comuni possano spendere per mantenere i servizi. I tagli, inoltre, devono essere fatti secondo i criteri di virtuosità: chi ha risparmiato deve poter investire». Alla manifestazione contro la soppressione dei tribunali minori presente anche una folta delegazione di avvocati dei tribunali di Bassano e di Avezzano. «Il nostro tribunale – dicono – che è più grande di quello de L’Aquila, verrebbe assorbito da quest’ultimo: è un controsenso. Lo stesso dovrebbe avvenire per il tribunale di Sanremo, che verrà assorbito da quello di Imperia».

 

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