Dom. Ago 18th, 2019

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Con Ambrosoli parte la sfida per la “bonifica” della politica

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Il candidato del Centrosinistra al Pirellone: non ci sarà spazio per vecchie logiche

 «Non capisco perché non dovrei riuscire a resistere alle richieste che potrebbero arrivarmi da qui in avanti». Umberto Ambrosoli, candidato presidente della regione Lombardia in quanto vincitore delle primarie del centrosinistra sintetizza in poche parole il motto della sua vittoria: «Siamo liberi e senza paura».
La sua vittoria rappresenta la vittoria della società civile: avvocato, figlio di Giorgio, liquidatore della Banca Privata Italiana assassinato nel 1979, ha sbaragliato i concorrenti raggiungendo quasi il 58% dei consensi.
Ambrosoli si dice convinto che la mentalità per cui si salta sul carro del vincitore chiedendo posti e potere non valga più. Lo sostiene con forza in un’intervista a Repubblica, in cui specifica che tante persone lo stanno contattando per chiedergli di lavorare insieme; persone senza alcun interesse sottostante che vogliono semplicemente mettersi a disposizione per il bene della collettività. Il candidato presidente chiarisce poi le modalità di organizzazione in vista delle elezioni: «Tutte le forze che si sono riconosciute nel percorso delle primarie, nei limiti dati dalla loro consistenza, hanno il pieno diritto di presentarsi con propri simboli e nomi. Certo, dobbiamo evitare di avere troppe liste, per una ragione semplicissima: serve unità da subito». Sull’argomento liste civiche, Ambrosoli è chiaro: non più di due e «civiche vere, non come quelle che alcuni spacciano come tali, quando invece sono piene di politici riciclati». Nelle sue intenzioni nelle liste ci saranno liste con una forte presenza di donne e giovani; ci sarà molto rigore su chi ha indagini in corso o condanne.
«Vedo un centrodestra che è pronto alla più dura delle sue campagne elettorali per conservare un suo sistema di interessi. Non siamo preoccupati, ma questo, se possibile, ci responsabilizza ancora di più»

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