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Con il sostegno della fede formiamoci secondo lo stile di Gesù

Con il sostegno della fede formiamoci secondo lo stile di Gesù
di Luigi Rossi

Gesù-e-San-TommasoLa fede non è facile possesso; tanti ritengono saggio adattarsi all’adagio: “se non vedo, non credo”. Ma possiamo vivere accettando solo ciò che tocchiamo con mano? Non ci sono realtà assai più profonde e più vere che non si vedono?
L’episodio del vangelo di domenica mostra le capacità di Gesù come educatore. Tommaso si è formato ad una scuola che favorisce la libertà interiore al punto da rendere palese il coraggio di dissentire e lo fa in riferimento al nucleo centrale della fede cristiana. Egli risulta essere un uomo coraggioso, l’unico tra gli apostoli ad uscire liberamente ed entrare quando vuole rispetto ad una comunità che sta vivendo nel chiuso per paura dei nemici di Gesù.
Tommaso è il compagno migliore per tutti coloro che nel pellegrinaggio della vita intendono costatare direttamente, non facendosi condizionare dal “si è fatto sempre così”, “così hanno detto”. In Tommaso prevale la logica del “voglio vedere, voglio toccare”, momento di chiusura nella consapevolezza di uomo positivo. Egli non vuole lasciarsi contagiare dalla gioia, dalla serenità degli altri, che ritiene degli illusi. Si scuote solo quando sente riecheggiare la voce di Gesù ed allora esprime la professione di fede più completa: “Signore mio Dio mio!”
Gregorio Magno sostiene che per la nostra vita interiore ha fatto di più la palese incredulità di Tommaso, che la fede degli altri apostoli nel cenacolo chiusi nelle loro paure.
Da questa esperienza deriva l’ammonimento di Gesù agli uomini di tutti tempi: “Beati quelli che non hanno visto, ma hanno creduto”. Sovente pensiamo di aver fede, ma non ci stanchiamo di cercare puntelli da ogni parte che entrano in noi per vie misteriose e cambiano la vita, ci trasformano, ci fanno salire di tono. Gesù intende affermare che non dobbiamo credere ad occhi chiusi, c’è uno sguardo più profondo di quello degli occhi di carne, capace di abbracciare tutta la vita.
L’auspicio è che veramente ci si formi secondo lo stile di Gesù. Anche da Risorto Egli non impone; invece continua a proporsi, mostra le ferite dei chiodi, che restano per l’eternità la sua gloria e il suo vanto.
Cristo ha un atteggiamento di rispetto verso coloro che fanno fatica a credere, che manifestano il peso dei dubbi; riserva la condizione di beatitudine a tutti coloro che cercano o che, superata la fase di incertezze che attanagliano la vita per aver incontrato lungo la strada il dolore, la sofferenza interiore, la morte, il male, hanno il coraggio di ricominciare a credere.

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