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Con Maria verso la luce che promana da Dio

Con Maria verso la luce che promana da Dio
di Michele Santangelo

2012-11-17-15.16.48-1024x768In questi giorni, l’atmosfera delle feste natalizie va man mano scemando per cedere il posto alla quotidianità, con i suoi problemi, con le sue incertezze, con le sue paure, con i suoi conflitti, anche interiori, certe volte. Forse ci siamo lasciati prendere dall’ondata di buonismo che, in occasione della celebrazione del Natale, solitamente serpeggia all’interno della società, conquistati dai sentimenti di tenerezza suscitati dallo spettacolo  dei presepi e magari in nome di  questo ci siamo lasciati andare anche a qualche gesto di carità fraterna, offrendo in tal modo qualche goccia di calmante alla voce della nostra coscienza che ci ricordava doveri più gravosi, una maggiore dose di coraggio  nell’imprimere alla nostra vita una marcia in più sulla strada del bene, in ogni ambito della vita umana e a qualunque livello di responsabilità. Andava in questo senso l’itinerario spirituale che il tempo di Avvento e quello di Natale, che sta per volgere al termine, ci hanno indicato fin dall’inizio del periodo, illuminandolo con la luce che promana dalla parola di Dio; parola che non è una semplice articolazione di suoni, come purtroppo sono tante parole che ascoltiamo, vuote di senso e tante volte perfino fuorvianti; Essa è una Parola fatta  Persona, Gesù, il Cristo, il figlio di Dio ed Egli stesso Dio, come ci suggerisce il brano di vangelo di S.Giovanni, proposto dalla liturgia in questa II domenica dopo Natale: “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio”. Purtroppo, in una società che viene definita secolarizzata, l’indifferenza nei confronti di Dio è un dato molto diffuso. Ne è messa in discussione l’esistenza, spesso se ne afferma l’inutilità. Si lascia cadere nel vuoto l’insegnamento della sua parola; nella migliore delle ipotesi la si ignora, a volte viene manifestamente avversata. Ma l’uomo non può fare a meno del divino, per cui, una volta fatto il vuoto di Dio, si fa presto a sostituirlo con altro, facendo diventare idoli l’effimero, la sete di potere, il guadagno a qualunque costo, il successo, ecc., tutte realtà perseguite non solo escludendo gli altri, ma addirittura contro. L’aveva previsto l’evangelista Giovanni: “In lui, (nel Verbo=la Parola) era la vita e la vita era la luce degli uomini”…”venne tra i suoi, ma i suoi non l’hanno accolto.  A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio”. “…E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo”, proclama S.Paolo.

Questa figliolanza tutta speciale dell’uomo verso Dio, richiama un’altra figliolanza, anch’essa particolare, che la Chiesa ci ha invitato a celebrare il 1° gennaio scorso ed è quella di Maria, la Madre di Gesù. È evidente che l’oggetto primo della festa è la maternità di Maria nei confronti del Figlio di Dio. Lei, come creatura è figlia di Dio, ma per aver pronunciato il fatidico Sì all’invito dell’Arcangelo Gabriele divenne Madre di Gesù, Dio a sua volta; considerazione che mise in bocca al sommo poeta gli splendidi versi: “Vergine Madre, figlia del tuo figlio,… tu se’ colei che l’umana natura nobilitasti sì, che ‘l suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura”. Come tale, Ella introduce nel mondo Gesù che è dono di salvezza e di pace per tutti gli uomini. Per questo Maria viene considerata madre di ogni uomo che nasce alla vita di Dio. Ed è ancora per questo che nella fede e devozione del popolo cristiano la Vergine Maria viene venerata sotto decine e decine di titoli, quasi per avvicinarla sempre più a noi, ai nostri bisogni, nella sicurezza che Lei costituisce il tramite più sicuro ed efficace per intercedere presso Dio. Continua ancora Dante: “Donna,se’ tanto grande e tanto vali, che qual vuol grazia e a te non ricorre, sua disïanza vuol volar sanz’ali”.

 

 

 

 

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