Mar. Set 17th, 2019

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Concordia, forse non fu solo colpa di Schettino

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Si infittisce il mistero sulla posizione del timoniere indonesiano che eseguiva gli ordini di Schettino

C’è anche l’ex comandante Francesco Schettino (foto) al Teatro Moderno di Grosseto – trasformato in un tribunale – per l’incidente probatorio sulla scatola nera della nave Costa Concordia, naufragata il 13 gennaio scorso davanti all’isola del Giglio. Una tragedia in cui morirono 32 persone e per cui Schettino è indagato insieme con altri otto tra membri dell’equipaggio e responsabili dell’unità di crisi Costa. L’udienza di oggi è iniziata intorno alle 10.20 con l’ingresso in aula del gip Valeria Montesarchio. Schettino ha utilizzato un’entrata secondaria per evitare l’assalto di giornalisti e fotografi. Oltre all’ex comandante, sono presenti anche altri indagati: il suo vice Ciro Ambrosio, l’ufficiale Salvatore Ursino e il responsabile dell’Unità di crisi della flotta di Costa Crociere, Roberto Ferrarini. Tutti sono assistiti dai loro legali e consulenti. Da quanto si è appreso l’ex comandante ha chiesto tramite il suo legale, Bruno Leporatti, che nelle perizie in questione si prenda in considerazione la posizione del timoniere indonesiano che eseguiva gli ordini di Schettino. Poco prima di urtare contro gli scogli si sente dall’audio della scatola nera il timoniere «non esegue prontamente quanto ordinato dal comandante ma sbaglia la direzione di accostata, cioè quando il comandante decide di passare da barra al centro, fino a 20 gradi barra a sinistra, il timoniere va a dritta arrivando fino a circa 20 gradi, come se avesse inteso dritta al posto di sinistra, per poi riportare la barra a sinistra, con un ritardo significativo». Il gip però ha respinto tutte le richieste e tutte le eccezioni avanzate dai legali delle parti, a cominciare da quelle dell’avvocato Bruno Leporatti per conto di Francesco Schettino. La figura del timoniere è emersa dalla maxi perizia e, l’avvocato stamani aveva chiesto che, se il timoniere risulta al gip tra gli indagati, come riportato da alcuni quotidiani nelle settimane scorse, fosse coinvolto nell’incidente probatorio.
Inoltre, i periti del Gip Valeria Montesarchio hanno depositato durante l’udienza in corso oggi a Grosseto una perizia supplementare sulla gestione dell’emergenza fatta dall’Unità di crisi di Costa Crociere Spa. Secondo quanto appreso la nuova perizia è tutta dedicata a questo aspetto dell’inchiesta e si aggiunge a quella sulla scatola nera. L’udienza è proceduta con l’illustrazione della maxi perizia da parte del collegio dei periti, tra cui ha iniziato a parlare l’ammiraglio Cavo Dragone. Colpiscono le parole dette da Schettino rivolgendosi a uno dei naufraghi del 13 gennaio scorso, il quale si era alzato per stringergli la mano, dicendogli «speriamo che la verità sia accertata», e l’ex comandante ha risposto: «Sì, la verità deve essere appurata».

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