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Concorso di idee sulle coste: l’azzardo del sindaco-simbolo Pd

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Il concorso internazionale di idee “Valorizzazione delle coste del Comune di Salerno”, indetto nel 2007 per un valore di 100 milioni di euro, ancora oggi senza alcuna fonte di copertura finanziaria, che avrebbe dovuto dare alla città un nuovo fronte mare, da Santa Teresa a alla foce del fiume Picentino, si è trasformato in questi anni in un “concorsone” molto costoso per le tasche dei contribuenti salernitani, a vantaggio soprattutto dei progettisti che lo hanno vinto.
di Mimmo Florio

Il concorso internazionale di idee “Valorizzazione delle coste del Comune di Salerno”, indetto nel 2007 per un valore di 100 milioni di euro, ancora oggi senza alcuna fonte di copertura finanziaria, che avrebbe dovuto dare alla città un nuovo fronte mare, da Santa Teresa a alla foce del fiume Picentino, si è trasformato in questi anni in un “concorsone” molto costoso per le tasche dei contribuenti salernitani, a vantaggio soprattutto dei progettisti che lo hanno vinto. Dopo aver elargito nel 2008 premi e rimborsi da 200 mila euro per ogni singolo vincitore dei quattro ambiti in cui è stato divisa la fascia costiera di Salerno, (ai concorrenti classificatisi al secondo e terzo posto di ciascun ambito è stata corrispostala somma di euro 80.000 ed euro 60.000) ed aver dato, nella fase immediatamente successiva al concorso, 400 mila euro all’Autorità di Bacino destra Sele e 120 mila per l’incarico di consulenza tecnico-scientifica al C.U.G.R.I., (consorzio inter universitario prevenzione grandi rischi) per le indagini propedeutiche all’attuazione delle idee progettuali, il Comune di Salerno, alla disperata ricerca dei 100 milioni di finanziamento, di cui 50 servirebbero solo per la difesa della costa, ha deciso (delibera di giunta 398/2012) di assumere con la Cassa Depositi e Prestiti un altro mutuo da un milione e mezzo di euro per fare fronte agli oneri relativi alla progettazione definitiva degli interventi.
L’ennesimo azzardo del Comune, su cui la Corte dei Conti potrebbe intervenire, che in assenza del finanziamento certo dell’intervento fa il passo più lungo della gamba, pagando con un nuovo mutuo progetti esecutivi che potrebbero servire a nulla. 
Inoltre per il reperimento dei fondi basterebbero già i progetti preliminari che l’amministrazione possiede. Ed invece 370 mila euro andranno per gli esecutivi del sub-ambito 1, quello da Santa Teresa al Masuccio, al gruppo Thetis, Lotti associati (quelli del Crescent), all’ingegnere Franco Guiducci ed all’architetto Monica Giannattasio.
 Altri 950 mila, relativi agli esecutivi dei sub-ambiti 2, 3, 4, ovvero dal Masuccio fino al Picentino, verranno corrisposti all’architetto Manuel Ruisanchez (capogruppo ), all’arch. Emilio Maiorino, all’ing. Gaetano Suppa, all’ing Roberto Chieffi, all’ing. Valter Fabio Filippetti, all’arch. Emilia Esposito ed all’architetto arch. Roberto Sica.
Quello che lascia perplessi inoltre è anche la modalità con cui si è giustificata, da parte della Giunta comunale, l’apertura di un nuovo mutuo da un milione e mezzo, così come è scritto nelle considerazioni in calce alla delibera 458/2012. A fare da garante di questa operazione un “semplice” funzionario dell’Unità di verifica degli investimenti pubblici del Ministero dello Sviluppo economico. Si tratta dell’ingegnere Mario Serra, venuto in città il 4 aprile di quest’anno, per esaminare i progetti. Dopo tale incontro l’amministrazione comunale ha relazionato ulteriormente con una serie di mail il funzionario che ha inserito il contenuto di questi scambi epistolari elettronici in una relazione affidata all’ufficio di gabinetto del Ministero per valutare la possibilità dell’erogazioni di un finanziamento. Insomma come giustificazione dell’apertura del mutuo, per far realizzare i progetti esecutivi, c’è un’ipotetica promessa di finanziamento garantita da un semplice funzionario ed una procedura quanto meno insolita. E’ bene ricordare che le decisioni a livello ministeriale sono nelle competenze dei dirigenti e non certo dei funzionari.
C’è anche un altro passaggio della delibera 458 poco chiaro, quello in cui si fa riferimento ad uno sconto tra il 40% ed il 60% attuato dai progettisti in questione. Sconto valutato in maniera empirica visto che manca ancora la dettagliata quantificazione delle risorse finanziare necessarie per gli interventi sulla fascia costiera. 
Infine tutta l’operazione fa a cazzotti con quanto stabilito dall’articolo 128 del decreto legislativo 163 del 2006, volgarmente conosciuto come il “codice sugli appalti. In particolar modo con il comma 7 che stabilisce che un’opera può essere inserita nell’elenco delle opere pubbliche purché “con riferimento all’intero lavoro sia stata elaborata la progettazione almeno preliminare e siano state quantificate le complessive risorse finanziarie necessarie per la realizzazione dell’intero lavoro”. Il comma 9 inoltre aggiunge: “L’elenco annuale predisposto dalle amministrazioni aggiudicatrici deve essere approvato unitamente al bilancio preventivo, di cui costituisce parte integrante, e deve contenere l’indicazione dei mezzi finanziari stanziati sullo stato di previsione o sul proprio bilancio, ovvero disponibili in base a contributi o risorse dello Stato, delle regioni a statuto ordinario o di altri enti pubblici, già stanziati nei rispettivi stati di previsione o bilanci”. Bene, l’opera è inserita nel piano triennale del comune 2012/2014 ma le risorse finanziarie che ad oggi, nonostante i buoni propositi di un semplice funzionario ministeriale, ancora mancano. Nel frattempo ai progettisti andranno ugualmente 1 milione e mezzo di euro.
Per la cronaca il sindaco De Luca era assente quando sono state approvate le delibere in questione. Non è la prima volta che capita, anzi spesso in questi anni il primo cittadino è risultato non presente quando si è riunita la sua Giunta. Come mai? Fatto sta che a firmare ci pensano assessori e dirigenti comunali.

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