Dom. Lug 21st, 2019

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Concorso nella scuola, esclusi i docenti di terza fascia: rabbia

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Il nuovo concorso? È una porcheria, un’ingiustizia sia per i docenti iscritti nella terza fascia, che per anni, con il loro instancabile e insostituibile lavoro, hanno garantito la continuità di molte scuole, che per quelli delle graduatorie a esaurimento.

Foto: Panorama.it

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«Il nuovo concorso? È una porcheria, un’ingiustizia sia per i docenti iscritti nella terza fascia, che per anni, con il loro instancabile e insostituibile lavoro, hanno garantito la continuità di molte scuole, che per quelli delle graduatorie a esaurimento. A fronte di graduatorie già esistenti non si può fare piazza pulita, senza tenere in considerazione chi da anni lavora nella scuola». Lo dice all’Adnkronos Francesca Bertolini, coordinatore nazionale di Adida (Associazione docenti invisibili da abilitare, che si occupa della tutela dei docenti precari di terza fascia). L’associazione, nata nel 2009, ha circa 22mila aderenti e in questi due anni e mezzo di attività ha già organizzato 12mila ricorsi. «Inoltre – sottolinea Francesca Bertolini – con il concorso non vincerebbe il merito. È un dato di fatto, che lo Stato italiano non ha le capacità di organizzare un concorso in modo equo. Basti pensare solo a quello che è successo per i Tfa. Oltre alla storia già nota delle domande errate, noi abbiamo ricevuto 220 denunce di irregolarità nello svolgimento dei test: sono arrivati plichi con le domande aperti, durante la prova squillavano i cellulari e alcune commissioni non si sono nemmeno insediate». «Con la scusa del merito si farà tabula rasa dei diritti acquisiti e del precariato scolastico – si legge in un documento pubblicato dall’Associazione -. La legge sancisce il diritto alla stabilizzazione, alla sicurezza sociale, alla precedenza nelle assunzioni e invece il Miur impedisce ai docenti iscritti nelle graduatorie di terza fascia perfino la partecipazione ai concorsi, nonostante il loro titolo sia valido ad accedervi». L’Adida sottolinea che «l’esclusione dei docenti precari di III fascia dai concorsi a cattedra che il Miur vorrebbe allestire» sarebbe illegittimo, come è illegittimo «richiedere a personale con anni di servizio di sottoporsi a questa ulteriore procedura con il rischio di vedersi scavalcati da personale più giovane e con meno esperienza». A supporto delle proprie posizioni per quanto riguarda la scuola secondaria l’Adida cita il decreto interministeriale n. 460 del 24 novembre 1998. «Va inoltre precisato – si legge nel documento – che in realtà l’emanazione di una nuova procedura concorsuale si troverebbe irrimediabilmente in contrasto con le seguenti norme del diritto nazionale e comunitario: diritto di precedenza (articolo 5, c. 4-quater del dlgs. 368/2000), diritto alla stabilizzazione del contratto (articolo 4 comma 1 del dlgs. 368/2001), diritto alla sicurezza sociale (articolo 22 dei diritti inviolabili dell’uomo). L’Adida ricorda poi che «l’ultimo aggiornamento delle Graduatorie del personale scolastico è avvenuto appena un anno fa e che tali graduatorie avrebbero dovuto avere una validità triennale, è chiaro che il mancato scorrimento e utilizzo di tali graduatorie in un periodo in cui esse avrebbero dovuto risultare ancora del tutto valide, non è coerente con la normativa sopracitata». «Detto altrimenti – si legge nel documento – risulta evidente che l’indizione di nuovi concorsi a cattedra che porterebbero ad inficiare graduatorie già esistenti e ancora valide non può che essere considerata una misura illegittima. Giova a tal proposito ricordare che in data 15 settembre 2008, i magistrati del Tar Lombardia nella sentenza n. 4073 del 2008 hanno ribadito che: L’Amministrazione che bandisce un nuovo concorso anzichè provvedere allo scorrimento di una graduatoria ancora valida deve fornire una congrua e puntuale motivazione». «A nostro avviso non solo manca qualsiasi valida motivazione, ma addirittura ciò finirebbe per generare una serie di illeciti e violazioni inaccettabili», conclude.

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