Concorso nella scuola: segreti, insidie, numeri, chi può farlo

Concorso nella scuola: segreti, insidie, numeri, chi può farlo

Fioccano le indiscrezioni relative al “concorso” che dovrebbe partire in autunno per i 12mila nuovi insegnanti. Il Miur ha dato notizia del via libera da parte del Consiglio dei Ministri della pubblicazione per il 24 settembre di un bando di concorso, per titoli ed esami, su base regionale, finalizzato alla copertura di 11.892 cattedre nelle scuole statali di ogni ordine e grado, risultanti vacanti e disponibili. Altrettanti posti saranno messi a disposizione dal Miur attingendo dalle attuali graduatorie. La procedura concorsuale avverrà secondo modalità innovative per favorire l’ingresso nella scuola di insegnanti giovani, capaci e meritevoli. Visto l’elevato numero di potenziali candidati, vi sarà una prova selettiva da svolgersi alla fine di ottobre, su una batteria di test uguale per tutte le classi di concorso. A gennaio sarà svolta la prova scritta (consistente anche in una prova strutturata di verifica delle competenze disciplinari), in modo da avere i tempi per svolgere la prova orale (con l’inserimento di una simulazione di una lezione per verificare l’abilità didattica) e pubblicare le graduatorie in tempo utile per l’immissione in ruolo per l’anno scolastico 2013/2014. A questo primo bando seguirà un secondo entro maggio 2013, disciplinato dalle nuove regole di reclutamento, attualmente in fase di preparazione.
I numeri. A fare due conti è Pino Patroncini, sul sito della FlCgil. I posti saranno 12.000 ma i partecipanti circa 200.000, numero che potrebbe moltiplicarsi perché si potrà concorrere per più classi di concorso. Secondo Patroncini ci vorranno circa un migliaio di commissioni, ognuna formata da tre commissari, esonerati per un anno (tanto dura normalmente un concorso) dall’insegnamento e sostituiti da un supplente. Tremila insegnanti e tremila supplenti in più: solo così il costo sarebbe di 120 milioni di euro. Cifra al ribasso. Ma, l’autore dell’articolo si chiede anche se ne vale realmente la pena. Solo per far parlare di sé i giornali in previsione delle prossime elezioni? Solo per la speranza giovanilistica che almeno uno di questi 12.000 su 200.000 abbia meno di 35 anni ( la graduatoria esiste dal 1991 e, salvo eccezioni, non è stata più rinnovata dopo il 2007)? E allora ci si chiede se non sia un prezzo un po’ alto da pagare?”
Ma entrando nello specifico ci si chiede per quali classi di concorso e posti di insegnamento sarà bandito il concorso? Per mesi si è parlato della necessità di bandire il concorso esclusivamente per quelle graduatorie che risultassero esaurite, perchè ce ne sono, mentre per alcune classi di concorso e posti di insegnamento, oltre a graduatorie ad esaurimento molto corpose, sono ancora in essere le graduatorie dei concorsi precedenti (del 1999 e in alcuni casi del 1999). C’è da capire anche quali saranno i risultati della tornata di immissioni in ruolo in atto per l’anno scolastico 2012/13, se si riuscirà a sfoltire in maniera così consistente le graduatorie.
I destinatari del concorso. E allora, chi saranno i docenti destinatari della procedura concorsuale? Le norme in vigore sono la Legge 341/90 e il Decreto Interministeriale 460/98. Da quest’ultimo estrapoliamo gli articoli che dovrebbero essere di maggiore interesse:
• Possono partecipare ai concorsi coloro che siano in possesso dell’abilitazione ( Art. 1).
• Possono partecipare anche docenti in possesso del solo titolo di laurea, purchè conseguito entro il 2001/02 per corsi quadriennali, 2002/03 per i corsi quinquennali e 2003/04 per i corsi esaennali.
• Possono partecipare anche i soli diplomati (ISEF, Conservatori, Accademie) purché i diplomi siano conseguiti entro l’anno in cui si conclude il periodo prescritto dal relativo piano di studi a decorrere dall’anno accademico 1998/99 (DI 460/98 Art. 2).
• Possono partecipare anche i docenti non in possesso dell’abilitazione, qualora non ci fosse un numero sufficiente di abilitati (3 volte i posti disponibili) (art. 4)
Da ciò si evince che il requisito principale è il possesso dell’abilitazione.
La partecipazione dei docenti non abilitati dovrebbe essere limitata alla condizione in cui non ci fosse un numero sufficiente di abilitati (3 volte i posti disponibili). Non è chiaro se tale parametro va assunto in generale o relativamente alla classe di concorso o posto di insegnamento, per cui potrebbe verificarsi per determinate graduatorie l’ammissione del docente non abilitato e per altre no, fermo restando che la distribuzione del contingente dovrebbe essere fatto a monte della procedura concorsuale, in modo che i candidati possano conoscere con esattezza il numero dei posti per cui si concorre per ogni classe di concorso o posto di insegnamento. Vale la pena ricordare che come per l’ultimo concorso, si tratta di una procedura regionale.
Per quanto riguarda le classi di concorso i rumors ipotizzato che le cattedre che andranno a concorso saranno concentrate a Nord e in Sardegna e riguarderanno soprattutto matematica e discipline tecnologiche. Possibile, ma la “storia” ci insegna che l’obiettivo è la ricerca di un equilibrio quanto più equo tra le classi di concorso e se è vero che c’è carenza di docenti di matematica, è anche vero che superato ormai il grosso delle difficoltà per gli esuberi causati dalla riforma Gelmini, le cattedre si libereranno anche per le materie umanistiche e saranno equamente distribuite tra concorso e graduatoria. Tutt’al più lo stop potrà riguardare quelle classi di concorso che vedono ancora pesanti esuberi. Di certo è che dare notizie certe in questa fase ci pare alquanto prematuro.
Nord o Sud? Altra questione riguarda la locazione dei posti che andranno a concorso. E’ facile convergere sul fatto che il Nord la farà da padrone. 2010 – 2027: ci sarà più bisogno di docenti al Nord che al Sud. Ma non è tutto oro quello che luccica. Infatti, ciò aprirà una caccia alla regione migliore, soprattutto da parte dei docenti che al Centro e al Sud avrebbero difficoltà a collocarsi. Non solo, il nuovo concorso porterà all’eliminazione delle vecchie graduatorie di merito (legate al concorso del ’99) che in molte regioni del Nord erano già esaurite permettendo il 100% delle immissioni in ruolo da GaE. Adesso ciò non sarà più possibile, dal momento che il Ministro ha parlato chiaro. Le immissioni in ruolo dal 2013/14 avverranno per il 50% dalle Gae e 50% dalle graduatorie del nuovo concorso.
Le procedure concorsuali. Altra questione riguarda le modalità “innovative” della selezione concorsuale: secondo quanto riferisce i sindacati, i candidati affronteranno una prova con l’obiettivo di accertare le capacità logiche e di comprensione del testo. La prova consisterà in 50 quesiti a risposta multipla ai quali si dovrà rispondere in 50 minuti. Il candidato potrà accedere alla prova scritta se avrà risposto correttamente a 40 quesiti. Come per la precedente, anche la prova scritta sarà unica su tutto il territorio nazionale, ma distinta per classe di concorso. Secondo le indiscrezioni riportate, non ci sarà più il “temone”, ma sarà strutturato in una serie di quesiti a risposta aperta. Sarà obbligatoria la prova di conoscenza dell’inglese per la scuola primaria.
La prova orale. Anche qui grandi novità, parzialmente anticipate dal Ministro. Infatti la prova consisterà in una lezione simulata, della durata di 30 minuti su un argomento sorteggiato per ogni singolo candidato tre giorni prima alla prova. A questa prova ne seguirà una seconda, il classico colloquio, della durata di 30 minuti. La prova riguarderà anche le competenze informatiche e la conoscenza di una lingua straniera a scelta. I docenti di materie scientifiche e tecniche dovranno anche sostenere una prova di laboratorio. Una prova pratica dovranno, invece, sostenere i docenti delle discipline artistiche, musicali e coreutiche. Indiscrezioni, certo, che comunque delineano un quadro verosimile se si collegano alle dichiarazioni che nel corso del suo mandato ha gradualmente riferito il nostro Ministro. Restiamo, comunque, in attesa di leggere il testo definitivo del decreto.
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m.amelia

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