Dom. Lug 21st, 2019

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Concorso scuola per gli abilitati, lo dice il ministro Profumo

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Al nuovo concorso per insegnanti potranno accedere gli abilitati. Lo ha precisato in un’intervista su Radio Uno il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, spiegando che «ciò consentirà alle persone di avere un doppio canale, quello delle graduatorie e quello del concorso». Ha quindi anticipato che anche per le Accademie e i Conservatori «ci sarà un concorso di questo tipo». «Ci sarà un test iniziale di prescrematura - ha sottolineato Profumo soffermandosi sulle modalità del concorso - dove l’obiettivo è quello di selezionare docenti che lavoreranno nella scuola per i prossimi 20/30 anni, quindi grande attenzione a quelle che saranno le necessità del paese. Sarà valutata la loro capacità logica, di comprensione verbale, le loro competenze linguistiche e informatiche. Poi ci sarà una seconda prova, di competenze e di settore. Nella terza prova saranno valutate le capacità dello stare insieme in classe del candidato, quindi una lezione simulata, una valutazione delle attitudini della persona a rapportarsi con i giovani. Una modalità nuova per individuare i nuovi docenti del nostro paese». Quanto alla sorte dei precari storici, il ministro ha osservato che «ci sono 3 momenti nella vita delle persone, uno è il momento della laurea, il secondo è quello dell’abilitazione, il terzo quello del concorso per ottenere un posto. Le persone che sono in graduatoria sono 180mila di cui 22mila varranno messi in ruolo. Questi rimarranno in graduatoria, ma avranno la possibilità di partecipare al concorso e se vincitori potranno accelerare l'ingresso nel mondo della scuola». Premettendo che «vengono messi a concorso posti nei settori in cui c’è più disponibilità in funzione naturalmente del turn over dell’anno precedente e che la cosa eè abbastanza variegata in Italia», Profumo ha evidenziato che «chi ha studiato le discipline scientifiche ha maggiori possibilità». In un'altra intervista il titolare del dicastero di viale Trastevere commentando il fatto che in Italia ci sono più insegnanti rispetto alla media europea ha fatto notare che «il concorso è previsto da una legge. Per 13 anni non si sono fatti concorsi. I posti a disposizione sono il risultato del turn over degli anni precedenti. Una quota è di recupero e viene dalle sole graduatorie. La legge prevede invece il doppio canale: graduatorie e concorso. Abbiamo risposto a quello che dice la legge. Se non va bene la legge forse il governo - ha concluso - avrebbe dovuto cambiarla». Sembrano pertanto confermate le indiscrezioni iniziali: l’obiettivo del Ministro è assunzione in tempo per l’anno scolastico 2013/14, quindi tempi serrati e conclusione entro luglio prossimo. Alcune indiscrezioni vogliono che nel concorso non saranno coinvolte tutte le classi di concorso, ma una trentina, quelle per cui vi è maggiore carenza di posti. Ulteriore indiscrezione riguarda la prova preselettiva che avverrà attraverso i quiz. Sarà pubblicata una banca dati attraverso il sito del Miur e, come per il concorso a dirigente, la prova si baserà su una scelta di domande pescate dalla banca dati. A quanto pare ci saranno anche domande a risposta multipla di informatica e di lingue e una buona quantità di domande verterà sull’analisi del testo e sulla logica, oltre che sulla cultura generale. Partiamo dalla riflessione a margine che riguarda i docenti di ruolo e il concorso. Quindi iniziamo già a parlare dei futuri concorsi per i docenti e delle percentuali di ripartizione tra graduatoria e concorso. Se il Ministero non tirerà fuori un coniglio dal cilindro, nessuno potrà vietare ai docenti di ruolo dotati di abilitazione di partecipare al prossimo concorso. Potrebbero parteciparvi tutti coloro che hanno un'abilitazione ma non insegnano in quella classe di concorso, coloro che sono in possesso del solo titolo di laurea, purchè conseguito entro il 2001/02 per corsi quadriennali, 2002/03 per i corsi quinquennali e 2003/04 per i corsi esaennali. Si tratterebbe di un'occasione per accedere ad altro grado di scuola aggirando le procedure di mobilità. Sicuramente, un'occasione per quei docenti neo - immessi che sono costretti a soggiornare in una stessa provincia per 5 anni, o i docenti di sostegno che potranno aspirare all'insegnamento curriculare senza attendere i 5 anni di blocco. E non è ancora stato bandito il primo concorso che si parla già del secondo. In fondo, Il Ministro stesso ha chiaramente detto che “Il concorso di settembre è solo l’inizio”. Con il concorso d'autunno potrebbero essere sistemati i precari storici iscritti in GaE che rimescolerà le posizioni secondo i dettami “meritocratici” e aprirà le porte ai giovani, magari inserendo delle “quote”. Quindi il 50% e il 50% dalle due graduatorie è ipotizzabile, si tratta sempre degli stessi aspiranti, in fondo. Certo, come visto prima, potrebbero parteciparvi i docenti di ruolo, ma questa è storia a parte. Cosa diversa sarà invece il secondo concorso, e/o i concorsi futuri. Infatti, essi saranno aperti anche ai giovani che hanno da poco conseguito l'abilitazione tramite Tfa, quindi nella mente dei tecnici del MIUR riservare una quota superiore di posti per chi è iscritto in GaE assume significato: perchè priorità diventa smaltire le graduatorie. La partita si giocherà sulle percentuali di ripartizione 40% e 60%, 30% e 70%? Staremo a vedere, ciò che è certo è che i tribunali che condannano lo Stato per "precariato forzato" hanno fatto il proprio effetto.

Al nuovo concorso per insegnanti potranno accedere gli abilitati. Lo ha precisato in un’intervista su Radio Uno il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, spiegando che «ciò consentirà alle persone di avere un doppio canale, quello delle graduatorie e quello del concorso». Ha quindi anticipato che anche per le Accademie e i Conservatori «ci sarà un concorso di questo tipo». «Ci sarà un test iniziale di prescrematura – ha sottolineato Profumo soffermandosi sulle modalità del concorso – dove l’obiettivo è quello di selezionare docenti che lavoreranno nella scuola per i prossimi 20/30 anni, quindi grande attenzione a quelle che saranno le necessità del paese. Sarà valutata la loro capacità logica, di comprensione verbale, le loro competenze linguistiche e informatiche. Poi ci sarà una seconda prova, di competenze e di settore. Nella terza prova saranno valutate le capacità dello stare insieme in classe del candidato, quindi una lezione simulata, una valutazione delle attitudini della persona a rapportarsi con i giovani. Una modalità nuova per individuare i nuovi docenti del nostro paese». Quanto alla sorte dei precari storici, il ministro ha osservato che «ci sono 3 momenti nella vita delle persone, uno è il momento della laurea, il secondo è quello dell’abilitazione, il terzo quello del concorso per ottenere un posto. Le persone che sono in graduatoria sono 180mila di cui 22mila varranno messi in ruolo. Questi rimarranno in graduatoria, ma avranno la possibilità di partecipare al concorso e se vincitori potranno accelerare l’ingresso nel mondo della scuola». Premettendo che «vengono messi a concorso posti nei settori in cui c’è più disponibilità in funzione naturalmente del turn over dell’anno precedente e che la cosa eè abbastanza variegata in Italia», Profumo ha evidenziato che «chi ha studiato le discipline scientifiche ha maggiori possibilità». In un’altra intervista il titolare del dicastero di viale Trastevere commentando il fatto che in Italia ci sono più insegnanti rispetto alla media europea ha fatto notare che «il concorso è previsto da una legge. Per 13 anni non si sono fatti concorsi. I posti a disposizione sono il risultato del turn over degli anni precedenti. Una quota è di recupero e viene dalle sole graduatorie. La legge prevede invece il doppio canale: graduatorie e concorso. Abbiamo risposto a quello che dice la legge. Se non va bene la legge forse il governo – ha concluso – avrebbe dovuto cambiarla».
Sembrano pertanto confermate le indiscrezioni iniziali: l’obiettivo del Ministro è assunzione in tempo per l’anno scolastico 2013/14, quindi tempi serrati e conclusione entro luglio prossimo. Alcune indiscrezioni vogliono che nel concorso non saranno coinvolte tutte le classi di concorso, ma una trentina, quelle per cui vi è maggiore carenza di posti. Ulteriore indiscrezione riguarda la prova preselettiva che avverrà attraverso i quiz. Sarà pubblicata una banca dati attraverso il sito del Miur e, come per il concorso a dirigente, la prova si baserà su una scelta di domande pescate dalla banca dati. A quanto pare ci saranno anche domande a risposta multipla di informatica e di lingue e una buona quantità di domande verterà sull’analisi del testo e sulla logica, oltre che sulla cultura generale. Partiamo dalla riflessione a margine che riguarda i docenti di ruolo e il concorso. Quindi iniziamo già a parlare dei futuri concorsi per i docenti e delle percentuali di ripartizione tra graduatoria e concorso. Se il Ministero non tirerà fuori un coniglio dal cilindro, nessuno potrà vietare ai docenti di ruolo dotati di abilitazione di partecipare al prossimo concorso. Potrebbero parteciparvi tutti coloro che hanno un’abilitazione ma non insegnano in quella classe di concorso, coloro che sono in possesso del solo titolo di laurea, purchè conseguito entro il 2001/02 per corsi quadriennali, 2002/03 per i corsi quinquennali e 2003/04 per i corsi esaennali. Si tratterebbe di un’occasione per accedere ad altro grado di scuola aggirando le procedure di mobilità. Sicuramente, un’occasione per quei docenti neo – immessi che sono costretti a soggiornare in una stessa provincia per 5 anni, o i docenti di sostegno che potranno aspirare all’insegnamento curriculare senza attendere i 5 anni di blocco.
E non è ancora stato bandito il primo concorso che si parla già del secondo. In fondo, Il Ministro stesso ha chiaramente detto che “Il concorso di settembre è solo l’inizio”. Con il concorso d’autunno potrebbero essere sistemati i precari storici iscritti in GaE che rimescolerà le posizioni secondo i dettami “meritocratici” e aprirà le porte ai giovani, magari inserendo delle “quote”. Quindi il 50% e il 50% dalle due graduatorie è ipotizzabile, si tratta sempre degli stessi aspiranti, in fondo. Certo, come visto prima, potrebbero parteciparvi i docenti di ruolo, ma questa è storia a parte. Cosa diversa sarà invece il secondo concorso, e/o i concorsi futuri. Infatti, essi saranno aperti anche ai giovani che hanno da poco conseguito l’abilitazione tramite Tfa, quindi nella mente dei tecnici del MIUR riservare una quota superiore di posti per chi è iscritto in GaE assume significato: perchè priorità diventa smaltire le graduatorie. La partita si giocherà sulle percentuali di ripartizione 40% e 60%, 30% e 70%? Staremo a vedere, ciò che è certo è che i tribunali che condannano lo Stato per “precariato forzato” hanno fatto il proprio effetto.

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