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Concorsone, i precari contro il Miur: le graduatorie non si toccano

Concorsone, i precari contro il Miur: le graduatorie non si toccano

«Il governo conferma la strada del concorso per il reclutamento del personale docente nelle scuole». La conferma l’ha data il capo di gabinetto del Miur, Luigi Fiorentino, ad Ariano Irpino, dove si trovava per un convegno, ai microfoni dell’Adnkronos.
«Il concorso – ha continuato Fiorentino – deve tornare ad essere la normalità, secondo quanto prevede la legge che intanto parla di 50% (di assunzioni, ndr) dai concorsi e 50% dalle graduatorie; questo in attesa del regolamento sul nuovo reclutamento che sarà alla base del concorso per il prossimo anno».
Ma i precari, dal canto loro, non si rassegnano e sono decisi a non abbandonare i presidi a Roma, dove domani è in programma l’assemblea nazionale per dire “no” al concorsone voluto dal ministro Profumo.
I coordinamenti precari della scuola di varie regioni e città d’Italia hanno fatto sapere di essere contrari al concorso che sarà bandito il 24 settembre per le assunzioni a tempo indeterminato nelle scuole. «Il provvedimento – spiegano i precari che si stanno organizzando anche grazie ai social network – è da giorni celebrato dalla stampa con toni inspiegabilmente entusiastici».
Tra le richieste, i precari chiedono assunzioni sulle basi di graduatorie, stilate tenendo presenti titoli e servizio, fino al loro esaurimento. Inoltre, sostengono i precari, il concorsone sarà un grosso spreco in quanto costerà allo Stato 130 milioni di euro e sarà bandito per un numero irrisorio di posti rispetto alle reali necessità della scuola italiana. Il concorso, stando a quanto sostenuto dai precari, non è un sistema di reclutamento che garantisce qualità.
«Stiamo lavorando affinché le prove selettive dei concorsi siano svolte in modo assolutamente trasparente – ha rassicurato il capo di gabinetto del Miur Fiorentino – questo lo garantiamo, perchè il riconoscimento del merito è fondamentale».
Rispondendo ai precari che sono giunti ad Ariano Irpino per protestare, Fiorentino ha detto: «Si può comprendere la reazione di persone che sono state impegnate per anni nella scuola, dove per tredici anni non si sono più svolti concorsi ed è rimasta in piedi la graduatoria. Ma occorre tornare alla normalità, pur facendo il possibile per non creare problemi a chi per anni ha lavorato nella scuola, conseguendo importanti esperienze».

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