Dom. Lug 21st, 2019

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Concorsone per gli 11mila docenti, ecco come fare ricorso

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E' possibile richiedere l'intervento del Tar del Lazio per le restrizioni delle categorie dei partecipanti

Otto motivi per fare ricorso al bando del concorsone per docenti pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale.
A poco più di 24 ore dalla pubblicazione delle modalità di svolgimento del concorso che, dopo tredici anni di assenza, dovrebbe immettere in ruolo 11.542 docenti, si comincia già a parlare di pioggia di ricorsi. E’ probabile che il Tar del Lazio venga sommerso a breve da una valanga di ricorsi a causa di requisiti che vengono considerati incostituzionali.
Il sito dell’Anief, associazione professionale sindacale pubblica già on line otto motivi validi per presentare ricorso contro il bando appena pubblicato.
Proviamo a sintetizzare le motivazioni che possono essere addotte per la presentazione del ricorso.
I laureati dal 2001 al 2012 non dovrebbero essere esclusi.  Il Decreto Legislativo 297/94 richiamato dal bando di concorso prevede che tutti i laureati con titolo di studio valido per il conseguimento dell’abilitazione possano partecipare al concorso a patto che siano in possesso del titolo alla data di presentazione della domanda. E invece il bando esclude di fatto i laureati dal 2001 al 2012.
I docenti di ruolo dovrebbero poter partecipare.  Secondo l’Anief è incostituzionale vietare ai dipendenti in servizio a tempo indeterminato la partecipazione al concorso, visto che si concede tale opportunità a tutti i dipendenti del pubblico impiego.
La soglia minima per l’ammissione alla seconda prova dovrebbe essere di 30/50.  Il punteggio del test di preselezione deve essere equivalente al vecchio voto 6 e quindi dovrebbe essere pari o superiore a 30 e non 35, come invece stabilito dal Miur.
Prova in lingua straniera nella scuola elementare non obbligatoria.  Il Testo Unico parla, infatti, di prove facoltative
Accertamento della conoscenza della lingua straniera all’orale.  Non dovrebbe essere un obbligo.
Scelta del punteggio favorevole.  La legge prevede che il candidato con un punteggio inferiore a quello ottenuto in occasione del concorso precedente, possa optare per il vecchio punteggio prima dell’esame dei titoli.
Valutazione permanenza nelle graduatorie.  Dalla tabella dei titoli è assente ogni valutazione per la permanenza nelle graduatorie mentre viene riconosciuto, come previsto dalla norma, un punteggio superiore al titolo delle scuole di specializzazione rispetto ad altri titoli universitari.
Graduatoria di merito con validità triennale.  Il concorso è stato bandito secondo il Decreto Legislativo 297/1994 che autorizza il ministro a rinnovare il concorso ogni tre anni. Di conseguenza, sarebbero infondate le rassicurazioni del ministro Profumo, che ha annunciato un nuovo bando nella primavera del 2013, a meno che non venga poi emanato un regolamento attuativo diverso dalle disposizioni legislative in vigore. Il concorso dovrebbe in ogni caso garantire una graduatoria di merito di durata triennale, valida fino al concorso successivo.

 

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