Condono in Campania. Una colata di cemento ci sommergerà

Condono in Campania. Una colata di cemento ci sommergerà
di Ernesto Scelza
Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

L’avevamo detto che in Campania ne avremmo viste tante fino alle regionali del prossimo anno. Il ‘cosiddettoGovernatore’ Stefano Caldoro, dopo aver distribuito milioni di Euro alle amministrazioni ‘amiche’ durante le ultime Amministrative ed Europee, comincia a fare sul serio. Al’interno di un ‘collegato’ alla Legge finanziaria regionale ha presentato e fatto approvare coi voti dell’intero Centrodestra una modifica del ‘Piano paesistico’ che riguarda “norme di natura urbanistica e di condono”. In pratica vengono riaperti fino a tutto il 2015 i termini dei condoni edilizi del 1985 e del 1994, scaduti nel 2006. Si cancellano norme e vincoli su aree protette come la Costiera sorrentina e la Costiera amalfitana, si attenuano i poteri delle sovrintendenze, e si consente l’aumento di volumetrie nella ‘Zona rossa’ vesuviana. La scusa è quella di sostenere la ristrutturazione finalizzata al risparmio energetico. Ricordiamo che dal 2003 qualsiasi tipo di intervento era vietato nei 18 Comuni ‘a rischio Vesuvio’. Ora sarebbero centinaia di migliaia gli abusi ‘condonabili’. Resterebbero non sanabili gli edifici abusivi censiti dopo il 1994. Ma c’è già chi pensa che non sia difficile far passare questi immobili come precedenti quella data. La beffa è che si presenta il provvedimento di condono come una razionalizzazione e un adeguamento agli standard costruttivi più moderni, sostenendo per questa via il rilancio dell’economia campana. Dimentica, il signor ‘cosiddettoGovernatore’ che consentire a chi ha devastato il territorio campano di continuare a farlo può servire magari a stringere legami clientelari, ma impedirà -per generazioni- qualsiasi possibilità di sviluppo basato su una economia sostenibile. E intanto dagli Usa giungono i dati della ‘green economy’ di Obama: il pil americano cresce del 4 per cento.

Ernesto Scelza

Ernesto Scelza, laureato in Filosofia e docente di Storia, è stato leader del Sessantotto e tra i fondatori del manifesto. È stato esponente della Nuova sinistra negli anni Settanta. Giornalista, è stato redattore del settimanale Dossier Sud diretto da Giò Marrazzo, videdirettore di SalernoseraRadio e SalernoseraTv, collegate a Network nazionali, ha collaborato con Michele Santoro a Raitre. Ha collaborato con Gazzetta di Salerno, diretta da Antonio Bottiglieri. Ha operato nel settore commercio con l’estero al Porto di Salerno, ha diretto il Centro Sociale di Salerno facendone un centro di attività culturali e di iniziative sociali. Eletto consigliere provinciale con il Pds e i Ds, ha retto la delega nel settore della cooperazione internazionale e dell’immigrazione. È stato presidente della Consulta provinciale degli immigrati e delle loro famiglie e responsabile dell’Ufficio Pace della Provincia. Portavoce nazionale di Assopace, membro della Presidenza del Coordinamento nazionale degli Enti locali per la pace e i diritti umani e del direttivo nazionale della Tavola della Pace, tra gli organizzatori della Marcia per la pace Perugia-Assisi. Operatore culturale, ha promosso numerose manifestazioni di approfondimento e dibattito politico-culturale. Ha organizzato i Forum internazionali sull’Iraq, l’Afghanistan, il Libano e il Medio Oriente. Ha fatto parte di numerose missioni internazionali di pace in Palestina, Libano, Iraq e nell’Africa sub sahariana. Da anni è impegnato a diffondere tra le giovani generazioni i contenuti e i valori della Costituzione italiana e i fondamenti della storia repubblicana. Ha pubblicato e curato volumi di politica e storia contemporanea e di politica internazionale.

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