Ven. Ago 23rd, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Condono in Campania. Una colata di cemento ci sommergerà

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di Ernesto Scelza

Ernesto Scelza

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Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

L’avevamo detto che in Campania ne avremmo viste tante fino alle regionali del prossimo anno. Il ‘cosiddettoGovernatore’ Stefano Caldoro, dopo aver distribuito milioni di Euro alle amministrazioni ‘amiche’ durante le ultime Amministrative ed Europee, comincia a fare sul serio. Al’interno di un ‘collegato’ alla Legge finanziaria regionale ha presentato e fatto approvare coi voti dell’intero Centrodestra una modifica del ‘Piano paesistico’ che riguarda “norme di natura urbanistica e di condono”. In pratica vengono riaperti fino a tutto il 2015 i termini dei condoni edilizi del 1985 e del 1994, scaduti nel 2006. Si cancellano norme e vincoli su aree protette come la Costiera sorrentina e la Costiera amalfitana, si attenuano i poteri delle sovrintendenze, e si consente l’aumento di volumetrie nella ‘Zona rossa’ vesuviana. La scusa è quella di sostenere la ristrutturazione finalizzata al risparmio energetico. Ricordiamo che dal 2003 qualsiasi tipo di intervento era vietato nei 18 Comuni ‘a rischio Vesuvio’. Ora sarebbero centinaia di migliaia gli abusi ‘condonabili’. Resterebbero non sanabili gli edifici abusivi censiti dopo il 1994. Ma c’è già chi pensa che non sia difficile far passare questi immobili come precedenti quella data. La beffa è che si presenta il provvedimento di condono come una razionalizzazione e un adeguamento agli standard costruttivi più moderni, sostenendo per questa via il rilancio dell’economia campana. Dimentica, il signor ‘cosiddettoGovernatore’ che consentire a chi ha devastato il territorio campano di continuare a farlo può servire magari a stringere legami clientelari, ma impedirà -per generazioni- qualsiasi possibilità di sviluppo basato su una economia sostenibile. E intanto dagli Usa giungono i dati della ‘green economy’ di Obama: il pil americano cresce del 4 per cento.

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