Conferma dalla Fiera del mobile: design italiano al primo posto

Conferma dalla Fiera del mobile: design italiano al primo posto
di Roberta Grendene
Roberta Grendene
Roberta Grendene

Per sei giorni Milano è stata protagonista assoluta. Sulle pagine delle più importanti riviste internazionali, negli speciali in TV, alla radio con ospiti d’eccezione che hanno parlato di innovazione e di pulsioni del mercato. Per dare indizi di futuro.Il Salone del mobile 2016 ha puntato sulla tecnologia, sulla multimedialità e sul design indagando soprattutto sul rapporto uomo-macchina. E proprio il tema dell’intelligenza artificiale ha scandito il tempo dell’ innovazione per tutta la durata della fiera, facendo registrare il numero di visitatori più alto di sempre: 372.151 presenze contro i 310.840 dell’ anno scorso.Anche in questa 55esima edizione nei 270.000 mq di superficie espositiva si sono potute ammirare le proposte del Salone Internazionale del Complemento d’Arredo, le prestazioni e la tecnologia delle cucine nel paglione di Eurocucina, le novitá per la stanza del benessere nel Salone Internazionale del Bagno e infine le proposte del SaloneSatellite che nel corso degli anni ha saputo consolidare la sua mission di incubatore di idee e di progetti realmente concretizzabili. Fin dal suo  esordio, nel 1998, la rassegna di design più vicina alle scuole e alle fucine creative di talenti internazionali emergenti ha saputo valorizzare gli input di bozzetti, disegni e pensieri che domani arriveranno dentro le nostre abitazioni. I designer infatti, scelti da una Comitato di Selezione  con nomi d’eccellenza nel campo della progettazione, entrano in un network importante che permette alla creatività di incontrare le aziende. Per rendere più forte e solido il legame tra talento ed imprenditoria il SaloneSatellite ha istituito the Award, un premio che riconosce le qualità funzionali, innovative ed estetiche di un progetto/prototipo. Giunto alla sua settima edizione quest’ anno ha decretato vincitore “Inflatable Sidetable”, un tavolo gonfiabile realizzato dallo studio tedesco Philipp Beisheim, in silicio altamente resistente. Per soddisfare le esigenze di una società consumistica sempre più attenta ed eticamente corretta.

Il design come espressione della cultura globale ha invaso ogni angolo di Milano, dal polo fieristico di Rho con gli oltre 1500 espositori al fermento nei quartieri più rappresentativi della città. Zona Tortona ha puntato sul car-design con le case automobilistiche che hanno fatto a gara per la miglior prestazione, pardon, installazione, dei propri modelli; il distretto di Brera ancora una volta ha saputo essere rich&chic con eventi dove la forma era superata dall’ immateriale e dal sonoro. Zona Lambrate Ventura ha dato come sempre voce ai marchi emergenti e all’estro creativo dei giovani talenti interessati alla funzionalità del prodotto.

Ovunque immagini, suoni e colori metropolitani per spiegare che un oggetto di design oggi è il prodotto dell’ ascoltare. Nelle mostre sono state esposte le declinazioni di un hi- tech morbido, per una “soft home” futuristica e accogliente.

L’ impegno degli addetti ai lavori è stato premiato. L’ arredamento che fino a poco tempo ha seguito le sorti della crisi edilizia ora guarda avanti con maggiore fiducia e ottimismo. I sorrisi di soddisfazione del presidente del Consiglio Matteo Renzi, durante la sua visita, hanno contagiato tutti coloro che fino a ieri non ci credevano e oggi invece applaudono un evento che ha portato per sei giorni l’ Italia nel mondo. I presupposti che questa edizione del Salone potesse essere un successo c’erano tutti; lo aveva annunciato lo stesso Pisapia, consapevole che la città di Milano dopo Expo è vista con occhi diversi.
Expo ha dato inizio ad un processo di internazionalizzazione che ha colto i primi frutti proprio con la settimana del design milanese. Stranieri il 70% dei visitatori, ma gli italiani non sono mancati all’ appuntamento, concentrandosi soprattutto nel weekend.
Ora una riflessione è d’obbligo: quando stanchi desideriamo stare nel paradiso beato di una rilassante condizione contemplativa, dove vorremmo realmente stare?
Dal Salone del Mobile la risposta è arrivata chiara e forte: in una casa dove gli oggetti ci ascoltano, ci coccolano e ci viziano.
Senza più sognare l’ isola che non c’è.

redazioneIconfronti

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