Conflitto a fuoco con la Polizia: muore giovane rom

Conflitto a fuoco con la Polizia: muore giovane rom

Anrey Iosevic, 21 anni, padre di tre figli e residente nel campo 13 di località Ponte Riccio a Giugliano, nel napoletano, è la probabile vittima di un conflitto a fuoco tra polizia stradale e gli occupanti di una Opel Kadett grigia che non si era fermata all’alt di un posto di blocco della polizia stradale al km 10 dell’asse mediano di Napoli, all’altezza della deviazione per Casacelle. Gli investigatori non escludono che la vettura avesse partecipato poco prima a una rapina avvenuta sulla strada statale telesina nell’area di servizio di Puglianello. Il 21enne è stato scaricato da un’auto davanti l’ospedale di Giugliano, ferito mortalmente, ed è spirato in nosocomio. Nell’ospedale di Giugliano, intanto, ci sono state tensioni tra polizia e una trentina di rom, alcuni dei quali si dichiarano parenti dell’uomo deceduto e che ne hanno reclamato la salma. Tuttavia, non essendo certa l’identificazione della vittima priva di documenti, in attesa dell’analisi delle impronte digitali, non è stato possibile esaudire la loro richiesta. Se si trattasse di Adnovic, proprio stamani doveva entrare in un programma di riabilitazione dopo una condanna a un anno per ricettazione. La sparatoria di cui è rimasto vittima risale alle 5 di questa mattina: l’Opel Kadett grigia, con quattro persone a bordo, è arrivata a forte velocità dalla strada provinciale 335 sull’asse mediano; eludendo l’alt, l’Opel ha speronato due auto della polizia, investendo anche un ispettore, che ha riportato lesioni così come due altri poliziotti a bordo delle vetture di servizio, ed è riuscita a far perdere le proprie tracce.
«Il problema c’è e va affrontato. Ma non è neanche possibile discuterne solo quando c’è qualche caso eclatante». Mario Delfino, ex assessore al Welfare del Comune di Giugliano (ha lasciato l’incarico da qualche giorno dopo l’insediamento del commissario prefettizio in seguito le dimissioni del sindaco, Giovanni Pianese) torna a chiedere l’istituzione di una task force nazionale per censire «tutti i nomadi che vivono a Giugliano». Nel comune a nord di Napoli viveva, con la sua famiglia, il giovane ucciso questa mattina nel corso di una sparatoria con la Polizia. A Giugliano, terza città della Campania – 120 mila abitanti – ci sarebbero circa 700 nomadi. Solo 200 però occupano case messe a disposizione dal Comune mentre gli altri 500 – tra cui tantissimi bambini – sono sistemati in alloggi di fortuna o vivono nei campi. E negli ultimi tempi si sono registrate anche tensioni con la popolazione locale. «Non è possibile che la città di Giugliano possa dare a tutti 700 nomadi una sistemazione dignitosa e garantire loro i servizi anche perché non ci sono i fondi necessari», prosegue Delfino. Fondi che però potrebbero arrivare dall’Unione Europea per finanziare progetti di integrazione che dovrebbe presentare l’ente locale. «La comunità locale – dice ancora Delfino – è ben disposta ma vuole garanzie precise. Non è possibile scaricare su questa territorio ogni emergenza che si registra nel Napoletano». Ieri al Comune di Giugliano si è tenuta una riunione col commissario prefettizio, Maurizio Valiante, dove una delegazione di residenti ha ribadito che «i Giuglianesi non sono razzisti ma così non è più possibile andare avanti».

m.amelia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *