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Consumi sempre più in calo. Arriva la stangata Imu, Irpef e bollette

Consumi sempre più in calo. Arriva la stangata Imu, Irpef e bollette

La crisi peggiora, famiglie italiane meno ricche, bollette e tassazione locale più alte, ma nel primo week-end senza sconti il prezzo della benzina rimane invariato. Questa è l’economia reale del paese Italia, non l’altalena dell’inconmprensibile spread. Crolla il Pil italiano nel secondo trimestre dell’anno: il calo è stato dello 0,8% rispetto a gennaio-marzo e del 2,6% nei confronti dello stesso periodo dello scorso anno, rallentano anche i consumi delle famiglie, la spesa nel periodo aprile-giugno registra una discesa del 3,5%, dovuta a diminuzioni del 10,1% degli acquisti di beni durevoli, del 3,5% per quelli non durevoli oltre a un -1,1% per gli acquisiti di servizi, e arrivano nuovi rincari. L’autunno bollente comincia con l’aumento dei prezzi di luce, acqua e gas, con il saldo dell’Imu e con l’aumento della tassazione locale. Rincari che, dopo gli stratosferici aumenti del prezzo dei carburanti che rischiano ulteriori fiammate, potrebbero pesare sui bilanci familiari anche per 400 euro in più rispetto agli ultimi tre mesi del 2011.
Altrettanto insidioso per il portafoglio, sarà l’aumento delle tasse locali. Secondo la Cgia di Mestre, gli incrementi delle addizionali comunali e regionali dell’Irpef richiederanno una spesa ulteriore di 3,5 miliardi di euro. Il Comune di Roma non ha ancora deliberato l’eventuale variazione dell’addizionale comunale Irpef, che comunque fra le più alte, allo 0,9% (con alcune esenzioni per i redditi più bassi).
Un romano con reddito di 20mila euro può trovarsi a pagare perciò oltre 100 euro a cui si aggiungono 346 euro di addizionale regionale. Va meglio ad un cittadino milanese, anche se il comune di Milano ha inasprito l’aliquota prevedendo per scaglioni progressivi in base al reddito. Un reddito da 20mila euro non pagherà dunque l’addizionale comunale. L’aumento di questa addizionale si farà sentire su pensioni e buste paga solo a partire dal 2013, mentre da gennaio 2012 stiamo già pagando gli incrementi a livello regionale.
La situazione potrebbe ancora peggiorare nel 2013 per i cittadini delle otto regioni in deficit sanitario (Piemonte, Lazio, Abruzzo, Sicilia, Campania, Calabria, Molise e Puglia), autorizzate a rivedere al rialzo l’aliquota regionale aggiuntiva che potrebbe arrivare dallo 0,5% all’1,1%. Il nostro contribuente capitolino, dunque, che pagava 346 euro potrebbe essere chiamato a pagare anche 466 euro. Intanto, qualche notizia positiva arriva dai prezzi della benzina: nel primo fine settimana senza gli ‘scontoni’ i prezzi dei carburanti sono rimasti invariati. Gli aumenti dei prezzi internazionali sono stati assorbiti dalle compagnie che hanno utilizzato lo spazio di manovra garantito dall’aumento dei margini registrato nelle ultime due settimane. Ferme dunque le medie ponderate nazionali dei prezzi tra le diverse compagnie in modalità servito, con la benzina a 1,945 euro/litro, il diesel a 1,830 euro/litro, il Gpl a 0,804 euro/litro. Sulle autostrade liguri, complice l’addizionale regionale, i prezzi della benzina toccano ancora punte a 2,06 euro/litro. I prezzi massimi sul gasolio, sempre in modalità servito, si toccano sulla A22, in Trentino Alto Adige, a 1,94 euro/litro.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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