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Conte: caro De Luca, è tempo di scegliere

Conte: caro De Luca, è tempo di scegliere

Pubblichiamo di seguito la lettera aperta scritta nel 2009 dall’ex ministro Carmelo Conte al sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. Soltanto il post scriptum è stato aggiunto in  questi giorni.

di Carmelo Conte
L'ex ministro Carmelo Conte

L’ex ministro Carmelo Conte

Nel 1997, ti scrissi una lettera pubblica, della quale ripropongo alcune parti: “Presi a camminare con te quando eri comunista. A Salerno, i ruoli nazionali dei rispettivi partiti sembravano invertiti. Tu comunista, più attento ai poteri del Palazzo; ed io socialista, più sensibile al progetto politico. Abbiamo condiviso un’intesa politica ed una gestione. Eppure il mostro chiamato ”indagine”, cavalcato anche da qualche tuo amico(compagno), ha ingoiato la realtà per  azzannare i socialisti”. E aggiungevo “è maturo il tempo di una chiarificazione pubblica. Il socialista che è in me ha deciso di fare la sua parte. Spero che il comunista, che è ancora in te, faccia la stessa scelta”. Infine, nel post scriptum, spiegavo: “ mi sono rivolto a te, perché sei l’unico che ha assommato in sé il potere di ieri e quello attuale. E sei uno dei pochi ad avere anche un rispettoso ascolto nel Palazzo”. Hai taciuto. Ora, a oltre dieci anni, divenuto espressione pietrificata del potere, sei venuto a Eboli – dove un tempo venivi scalzo – a parlare di disinvoltura socialista. Proprio tu, vecchio ed incallito navigatore di mari tempestosi, che sai della loro innocenza e che se avessero avute le tue amicizie (!) non avrebbero avuto problemi. Vincenzo, tu non puoi essere un’alternativa morale e neppure politica: ti scagli contro il malaffare e la corruzione, nella quale Salerno non è seconda a Napoli; e attacchi le correnti del Pd, di cui hai assunto il controllo con un gruppo militare di poco più del 20%, che è espressione del potere istituzionale. Non pare anche a te che proprio in questa fattispecie di politico, sia Veltroni che D’Alema, abbiano individuato i cacicchi e i capi bastone delle famose e poco trasparenti primarie ? Allora non pensare a concorrere con i fedeli di San Matteo con gli applausi organizzati, non immaginare l’impossibile( la guida della Regione) senza far politica, ma torna alla realtà: i salernitani ti temono,  non ti amano e non ti stimano, come credi o ti fanno credere; i socialisti non sono da ovile, esprimono una cultura politica che non si compra con i posti e la protezione, sono persone perbene, dovresti ispirarti a loro, quelli degli anni ottanta e quelli di oggi, anziché criticarli per spazzare sotto il tappeto l’immondizia che ti circonda. Quanto a me, sono un Ribelle, secondo la definizione che ne dà Ernest Junger, che si oppone a ragion veduta perché ha un profondo, nativo rapporto con la libertà, la verità e la politica. Se questo ti fa ombra, fai bene a tentare di chiudere le porte a quanti hanno una testa per pensare,  ma non ci riuscirai,  perché le esigenze del Pd non coincidono con le tue, ma soprattutto perché è cominciato l’inizio della fine non solo per i cafoni di Napoli, come ami definirli, ma per un’intera generazione, di cui tu hai condiviso, di là delle dichiarazioni di facciata, tutto ovvero metodi e obiettivi. Infine, ti auguro, siamo a fine anno, di non reagire ma di riflettere, fare tesoro delle critiche e di porti l’obiettivo di completare le opere iniziate, di risanare il bilancio comunale, di preservare il territorio comunale dal cemento, di combattere la vera delinquenza e non i poveri lava vetri e gli immigrati. In questo augurio non c’è niente di malevolo, solo l’invito a una inversione politica e autocritica per arginare la crisi (la tua), perché, come insegna  Abraham Lincoln, “Si può ingannare tutti per poco tempo o qualcuno per tanto tempo, ma non si può ingannare tutti per tanto tempo”.

 

PS  di oggi

Allora, Vincenzo, non rispondesti alla mia lettera e soprattutto non ne tenesti conto, e le conseguenze non si sono fatte attendere. Ora, spero che tu riconosca che il tuo tramonto potrà essere più o meno lungo e doloroso a seconda della tua reazione ovvero se prenderai atto della svolta e lascerai che Salerno e il Pd facciano liberamente politica, comprendendoti, o tenterai una resistenza da “capo” deposto con il rischio di essere ripudiato. La città alla quale sei tanto legato e alla quale hai dato molto si aspetta che tu scelga la prima soluzione.

(da La Città)

 

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