“Contro le mafie e per un’Italia giusta, ecco la nostra sfida”

“Contro le mafie e per un’Italia giusta, ecco la nostra sfida”
di Aniello Manganiello

Nasce “Ultimi”, un’associazione per la legalità e io avrei aggiunto per la solidarietà.
Legalità e solidarietà costituiscono un binomio inscindibile.
Spesso la povertà, il disagio sociale, l’emarginazione, l’assenza di strategie per l’inclusione sociale, l’incapacità da parte dello Stato di esercitare il proprio ruolo (lo Stato, si sa, è pronto ad esigere i tributi e a non dare ai cittadini quello che è loro dovuto) sono la causa della deriva malavitosa nella esistenza di tanti cittadini che vivono in stato di grande precarietà economica.
“Ultimi” vuole mettersi dalla parte di tutti coloro che hanno fame e sete di giustizia, di pane, di dignità, attraverso gesti concreti, progetti miranti a dare speranza e sostegno, perché convinti che l’uomo non può aspettare l’altra vita per avere giustizia, ma già qui deve poter vivere una esistenza dignitosa, senza subire prepotenze e prevaricazioni da qualunque parte. Pertanto la promozione di una cultura della legalità, della solidarietà, della giustizia sociale e dell’ambiente, specialmente tra le giovani generazioni, basata sul Vangelo che in Matteo (5,6), non solo assicura la beatitudine ma la certezza che “coloro che hanno fame e sete di giustizia saranno saziati”, a partire dalla condizione terrena. Una condizione che dovrà fare perno sui principi della Costituzione, che sono garanzia di convivenza civile e pacificazione nazionale permanente, nonché sulla valorizzazione della memoria storica, impegni questi per i quali le persone che hanno operato contro le mafie troppe volte hanno pagato con la vita.
“Ultimi” si impegnerà a monitorare l’evoluzione delle attività criminose sul territorio, a pubblicare materiale relativo alla lotta all’illegalità, a promuovere corsi di educazione alla legalità, a organizzare manifestazioni culturali, sportive, dar vita a spettacoli anche al fine di autofinanziarsi e, nel prossimo futuro, chiedere e gestire beni confiscati alle mafie per mettere in cantiere iniziative per gli ultimi della società.
Il mio augurio è che molti e soprattutto i giovani aderiscano a questo movimento di legalità e solidarietà, perché le voci dei diseredati della società diventino sempre più forti e ci interpellino sempre di più.

* fondatore dell’Associazione Ultimi

redazioneIconfronti

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