Coppie di fatto, etica e fondamentalismi

Coppie di fatto, etica e fondamentalismi
di Pasquale De Cristofaro
Il regista Pasquale De Cristofaro
Il regista Pasquale De Cristofaro

Migliaia e migliaia di persone hanno partecipato sabato, 30 gennaio, presso il Circo Massimo di Roma al “Famely Day”, la grande manifestazione pro-famiglia naturale, indetta da varie associazioni cattoliche del nostro Paese. Persone provenienti da tutte le parti della penisola sono giunte nella capitale per gridare forte il proprio disappunto nei confronti della legge Cirinnà, sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso e la loro possibilità di adottare bambini, purché, quest’ultimi, siano naturalmente figli riconducibili ad uno dei due partner. La foga oratoria, con la quale i promotori hanno arringato la numerosissima folla, mi ha dato, letteralmente, i brividi. Così sicuri delle proprie affermazioni, così certi nelle proprie granitiche convinzioni, essi hanno lanciato un monito e un avvertimento forte al governo Renzi, affinché ascolti la loro insofferenza e non ceda agli ideologismi modernisti di quelle frange lobbistiche radicali e laiciste che, invece, spingono per portare finalmente anche l’Itala nel novero di quei Paesi che queste questioni le hanno già da un bel pezzo rubricate. Secondo questi pezzi di società, il nostro Paese sarebbe stato condizionato negativamente dalla presenza secolare del Vaticano e da una cultura cattolica particolarmente agguerrita, che avrebbe frenato ogni spinta verso una laicità più compiuta. In verità, anche le certezze di questi gruppi e pezzi di società, mi hanno dato i brividi. Forti dell’appoggio della parte più avanzata del Paese e grazie all’appoggio di tanti mezzi di comunicazione di massa, anch’essi hanno avuto in questi ultimi anni la possibilità di radicarsi prepotentemente nell’opinione pubblica la quale, però, a mio parere, resta su queste questioni disorientata per la sua stragrande maggioranza. E, sinceramente, disorientato, lo sono anch’io. Lo ammetto, tra le due fazioni così sicure di sé, io resto in bilico; la mia piccola e onesta cultura mi fa essere indeciso; barcollo e non so da che parte stare. È un caso di mancanza di “fondamenti”, di una cultura relativista, di una mancanza di coscienza? Ad avercela una coscienza così sicura del da farsi. Sono un uomo ormai maturo, e la mia formazione laica mi ha portato a procedere con grande equilibrio e a stare sempre lontano dalle trombe assordanti delle ideologie, di tutte le ideologie. Resto frastornato di fronte a questi interrogativi. Eppure … Non sono contro i diritti civili, anzi, il riconoscimento di fatto tra coppie dello stesso sesso, arriva già fuori tempo massimo; ma, un bambino con due mamme o con due papà, lo confesso, un po’ mi imbarazza.

In copertina, il Family Day del Circo Massimo a Roma 

redazioneIconfronti

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