Corrispondere all’amore rinunciando al superfluo

Corrispondere all’amore rinunciando al superfluo
di Michele Santangelo

e9f3064a37460e22935d3df9e26e53bb_XLCon la ricorrenza delle Ceneri, mercoledì scorso, è iniziata la quaresima, un altro dei tempi cosiddetti forti dell’anno liturgico, in cui la chiesa intende ravvivare nell’animo dei cristiani il bisogno di un più attento e prolungato ascolto della parola di Dio, nella convinzione che questa illumina, fortifica e arricchisce il cammino della fede. Ci separano dalla Pasqua quaranta giorni nei quali ciascun cristiano dovrebbe sentirsi maggiormente impegnato a rimeditare sulle scelte della propria vita ponendole a confronto con la scelta fondamentale di essere cristiano. È vero, moltissimi di noi sono diventati cristiani appena nati, senza, pertanto, aver fatto intervenire una propria risoluzione consapevole. Tuttavia questa circostanza non esime i battezzati dall’impegno a diventare adulti anche nella vita cristiana attraverso un cammino di maturazione man mano che si acquista coscienza di questa particolare condizione dell’essere cristiani che, al di là di determinate e spicciole prescrizioni, come può essere quella dell’astenersi dal mangiare carne nei venerdì di quaresima e di digiunare nel mercoledì delle ceneri o il venerdì santo, è una condizione che invera ed esalta la stessa condizione umana, facendo emergere dal profondo di essa il meglio. Infatti, come la vita di ogni essere umano cresce in consapevolezza consentendo all’individuo di esprimere tutte le sue migliori potenzialità per il bene di sé e del prossimo, allo stesso modo il cristiano, diventato tale per un dono divino e per un’educazione familiare ed ecclesiale, deve maturare nella vita cristiana attraverso la scelta consapevole di credere in Cristo e di seguirne l’esempio e l’insegnamento.

La quaresima si inserisce nella vita quotidiana del cristiano come un tempo propizio per una rievangelizzazione della sua vita personale, familiare, sociale, professionale, culturale e, perché no, anche politica. La religione ebraico-cristiana è religione che si basa su un’alleanza e su un patto tra Dio e il suo popolo. In questo patto l’iniziativa di Dio non annulla, semmai rispetta, sollecita, avvalora la libertà umana attraverso la libera adesione al progetto di salvezza concepito fin dall’inizio da Dio e realizzata per mezzo del sacrificio di Cristo sulla croce e la sua resurrezione, evento che si celebra proprio nella Pasqua, alla quale il fedele si prepara attraverso la quaresima.

In questa prima domenica quaresimale, la traccia di riflessione ci viene offerta innanzi tutto dal brano di vangelo nel quale si racconta delle tentazioni alle quali Gesù fu sottoposto dal maligno proprio alle soglie del suo ministero in mezzo alla gente, quasi a far capire che il cammino che stava per intraprendere non sarebbe stato proprio una passeggiata sull’onda della sua potenza divina, che gli competeva tutta intera essendo egli il Figlio di Dio. Così Gesù con il suo atteggiamento nei confronti delle seducenti profferte del maligno, diventa l’emblema e il paradigma di un’umanità risanata e guadagnata definitivamente all’amore del Padre. Cristo, quindi, con le tentazioni inaugura un percorso che può essere il percorso di ogni uomo a condizione che riconosca il primato di Dio su ogni cosa, ricordandosi che “Non di solo pane vivrà l’uomo” e che a nulla serve guadagnare tutto il mondo, magari a scapito dei propri fratelli, e poi perdere la propria anima. Cammino di fede, quello della quaresima, in cui siamo invitati a mettere al primo posto le esigenze dello spirito per rinfrescare il nostro rapporto con Dio, per mezzo della penitenza, della preghiera, della carità. Basterebbe essere disposti a rinunciare al superfluo, al di più nella vita quotidiana, in favore di chi è meno fortunato. Basta essere un poco più attenti e sensibili per avvertire la voce del bisogno, della richiesta di aiuto. È il modo migliore per corrispondere all’amore di cui siamo stati oggetto ed è la migliore risposta di fede quella che si espande nelle case e nelle strade, nell’insieme continuo degli atti d’amore per il fratello.

redazioneIconfronti

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