Lun. Set 16th, 2019

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Corruzione al ministero dell’agricoltura: 11 arrestati, anche Ambrosio

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L'accusa: favorivano imprenditori e concedevano contributi a Comuni in cambio di agevolazioni

Undici arresti tra dirigenti e funzionari pubblici del ministero delle Politiche Agricole e imprenditori con l’accusa di corruzione nell’ambito dell’operazione “Centurione”. Li ha eseguiti oggi, in esecuzione di un’ordinanza del gip Flavia Costantini, il Comando Provinciale di Roma della Guardia di Finanza sulla base di accuse di corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, di turbata libertà degli incanti e di turbata libertà nella scelta del contraente. Per le stesse ipotesi di reato sono indagate in tutto 37 persone, di cui 13 sono dirigenti e funzionari pubblici. Contestualmente è stato eseguito nei confronti degli indagati il sequestro preventivo di denaro e beni per un valore di oltre 22 milioni. Ammontano invece a 32 milioni di euro i contributi statali illecitamente percepiti da alcuni imprenditori grazie alla corruzione dei funzionari del Ministero. Le indagini sono state condotte dal nucleo di Polizia tributaria della Capitale e coordinate dal procuratore aggiunto, Nello Rossi, e dal sostituto Procuratore, Stefano Fava, del gruppo “reati contro l’economia” della Procura della Repubblica di Roma. Dall’inchiesta è emerso un diffuso sistema corruttivo radicato nell’ambito del Ministero. Tra gli arrestati c’è anche Giuseppe Ambrosio, attualmente direttore generale del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in Agricoltura e capo della segreteria del sottosegretario Braga. Ambrosio, soprannominato “il Centurione” (da cui il nome dell’operazione), è stato arrestato oggi assieme alla moglie e a una persona “di fiducia”, entrambi dipendenti del Ministero. Per il dirigente l’accusa non è soltanto quella di avere favorito, dietro compenso, alcuni imprenditori ma anche di avere cooperato alla concessione di contributi pubblici in favore del Comune di Maratea e di Todi, rispettivamente per 63.500 e 125mila euro, ricevendo in cambio l’omessa vigilanza edilizia su alcune opere realizzate abusivamente nelle ville di proprietà. Ville per la cui realizzazione, secondo la ricostruzione degli inquirenti, il funzionario ha impiegato risorse per circa 1,27 milioni di euro «non coerenti con il proprio reddito familiare».
«E’ stato accertato un diffuso sistema corruttivo radicato nell’ambito del Mipaaf, posto in essere sistematicamente e con modalità seriali in occasione di elargizioni di denaro pubblico». Così scrive il gip Flavia Costantini in un passaggio dell’ordinanza di custodia cautelare che riguarda 11 persone, tra cui Giuseppe Ambrosio, alto dirigente del ministero delle politiche agricole. In sostanza – continua il giudice – «i pubblici ufficiali, anche se non direttamente competenti alla adozione degli atti amministrativi, contattano o vengono contattati dai privati beneficiari al fine di concordare, da un lato, la sovvenzione di denaro pubblico da elargire e dall’altro il compenso corruttivo da corrispondere; emerge evidente la sistematicità e ripetitività delle condotte nonché la circolarità dei vantaggi corruttivi corrisposti ai pubblici ufficiali interessati da una futuribile ma certa turnazione nella percezione dei compensi». «Laddove la misura ridotta della sovvenzione – aggiunge il gip – non consente la retribuzione di tutti i pubblici ufficiali partecipi al patto corruttivo, il privato corruttore, seguendo percorsi ben collaudati, provvede a soddisfare la richiesta di uno soltanto con la certezza per gli altri di essere a loro volta soddisfatti alla prima utile occasione, che si presenterà senz’altro essendo il Mipaaf dicastero che nonostante la crisi finanziaria dello Stato, riesce a reperire risorse per finanziare progetti di dubbia utilità per la Comunità ma di ingente impegno economico e di sicuro tornaconto per i funzionari corrotti».

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