Cose dell’altro mondo? In Germania.

Cose dell’altro mondo? In Germania.
di Ernesto Scelza
Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

Uli Hoeness, manager del Bayern Monaco, viene condannato da una Corte tedesca a tre anni e mezzo per frode fiscale. Rinuncia all’appello e accetta di andare in prigione. “È troppo grave quello che ho fatto, mi vergogno” avrebbe detto. Hoeness ha portato il Bayern a vincere 3 volte la Bundesliga e la Champions League, e una la Coppa Intercontinentale. Da calciatore aveva vinto la Coppa del Mondo e il Campionato Europeo con la Nazionale, e 18 campionati, due Champions e due Coppe Intercontinentali con il Bayern. È stato un grande calciatore e un grande manager. Con il pallino della finanza. Nel 2001 ha rischiato la bancarotta, si è fatto prestare da un amico amministratore della Adidas 25 milioni di marchi che nascose in un conto in Svizzera per speculare in borsa. In seguito ha realizzato guadagni per 30 milioni di euro e avrebbe dovuto versarne 3 e mezzo al fisco. Sperava in una negoziazione tra Germania e Svizzera per il rientro dei capitali. Ma il Parlamento ha rifiutato l’accordo. Hoeness allora si è autodenunciato e ha pagato 10 milioni di acconto. Ma ha consegnato al fisco documenti irregolari. L’accordo è saltato e ora va in prigione. Perché una legge, in Germania, prevede la galera per chi evade più di un milione e mezzo di euro. Da noi, in Italia, la ‘Patria del Diritto’, ci sono mille modi per evitare la prigione per reati fiscali. E lo stesso ‘falso in bilancio’ non è più reato. Nel 2001 qualcuno fece votare una legge apposita, che gli consentì di uscire indenne da una decina di processi. Fino alla ‘sentenza Mediaset’ che ha portato alla sua condanna. Indovinate di chi si tratta.

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