Così al Comune di Cava comandava “la banda dei favori”

Così al Comune di Cava comandava “la banda dei favori”

Abusavano dei poteri del proprio ruolo di dirigenti e funzionari dell’Amministrazione comunale di Cava de’ Tirreni, per concedere nel gennaio-febbraio 2012, all’imprenditore Michele Russo di eseguire i lavori di rifacimento di un muro a sostegno della strada comunale “I traversa Di Florio”, prima e in assenza di gara. Una procedura che sarebbe poi avvenuta nel successivo mese di maggio, a lavori completati, turbando la regolarità dell’aggiudicazione del bando. E’ questa una delle accuse rivolte dai Pm al vicesindaco e assessore all’Urbanistica del Comune di Cava de’ Tirreni, Alfonso Carleo, tra i destinatari delle sei misure cautelari eseguite questa mattina dai carabinieri su mandato del gip del Tribunale di Salerno nell’ambito dell’inchiesta su un presunto patto tra funzionari pubblici per pilotare le gare d’appalto. In arresto anche Antonino Attanasio, ingegnere dirigente del settore lavori pubblici del Comune; Gianluigi Accarino, ingegnere funzionario dello stesso Settore; Carmine Vitale, geometra addetto alle opere pubbliche e ai servizi manutentivi del Comune; Francesco Porcelli, geometra addetto alla tutela ambientale e alla pianificazione del Comune e marito dell’assessore Assia Landi, e Michele Russo, amministratore unico della società cooperativa “Libera a.r.l.”. In occasione del rifacimento del muro a sostegno della strada comunale “I traversa Di Florio”, inoltre, secondo i magistrati, sarebbe stato attestato falsamente in una determina dirigenziale, un iter istruttorio e una falsa ricerca di mercato. Le indagini, condotte anche grazie a intercettazioni, hanno consentito di accertare ulteriori condotte ritenute illecite ed episodi di concussione che sarebbero stati attuati in relazione a pratiche urbanistiche e di edilizia per immobili dell’intero territorio di Cava de’ Tirreni. Nel corso dell’operazione sono state eseguite, dai carabinieri, 22 perquisizioni domiciliari a carico di persone che avrebbero favorito Russo, tramite preventivi pilotati o l’omissione di controlli sulla regolare esecuzione dei lavori a lui affidati nell’ambito delle attività volte a disvelare le presunte irregolarità relative all’operazione di acquisto dell’area industriale “ex Cofima” (nella foto i capannoni) ora dismessa e già abusivamente lottizzata. Il coinvolgimento nelle indagini della Dda di Salerno risulta incardinato – si legge in una nota del procuratore capo Franco Roberti – in relazione a episodi di collusione tra funzionari e appartenenti alla pubblica amministrazione e ambienti di criminalità organizzata con riferimento a due filoni d’indagine: clima di intimidazione camorristica nei confronti di Matteo Monetta e Mario Pannullo e azioni intimidatorie di stampo camorristico attuate da Russo durante le elezioni amministrative del 2010.

Altri servizi
Scandalo di Cava de’ Tirreni, i nomi degli arrestati e 32 indagati

m.amelia

4 pensieri su “Così al Comune di Cava comandava “la banda dei favori”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *