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Costa Concordia, dalle perizie altri guai per Schettino

Costa Concordia, dalle perizie altri guai per Schettino

Era il tentativo di “salvezza” per il comandante Francesco Schettino, per quanto parziale. Dopo lo scontro con gli scogli delle Scole, il comandante della Costa Concordia ha sempre giurato di “avere fatto una grande manovra, per questo la nave non è affondata del tutto, ma è rimasta vicino alla costa”. Ora però i periti, coordinati dall’ammiraglio Giuseppe Cavodragone, lo smentiscono, come racconta La Stampa. La perizia conclusiva sul naufragio della Costa Concordia scrive: «L’aver messo tutta la barra a dritta… avrebbe potuto anche comportare che la nave dirigesse verso il largo (alti fondali), con probabili conseguenze peggiori di quanto si è poi verificato nella realtà». E ancora: «Affermare di aver messo la barra a dritta per andare su bassi fondali basandosi su elementi sconosciuti è un errore». La perizia, disposta dal gip di Grosseto Valeria Montesarchio, è stata depositata in Tribunale martedì mattina. «Le circostanze e non la volontà hanno reso efficace quell’unico ordine». Casualità, insomma, e anche fortuna perché poteva pure andare peggio. Sull’errore nella manovra dell’inchino, i periti non hanno dubbi: «La causa del sinistro è una manovra estremamente azzardata». Rotta troppo vicina alla costa ed elevata velocità, oltretutto di notte. La perizia conferma il ritardo nel dare l’allarme: «E’ di 48 minuti e 19 secondi il tempo trascorso dall’impatto (ore 21.45 e 7 secondi) al distress, ovvero all’emergenza generale (22.33 e 26 secondi)». L’ordine di abbandonare la Concordia parte solo alle 22.51 e 10 secondi. Escluse mancanze nella manutenzione e difetti nelle porte stagne per l’allagamento. Il problema è che la falla, la notte del 13 gennaio scorso, è davvero “eccessiva”. Infine, si segnala l’omissione di importanti messaggi ai passeggeri. “In merito all’abbandono nave, oltre ad essere stata del tutto disattesa la disposizione prevista dal Ruolo d’appello, a fronte di un sintetico ordine di imbarco sulle lance di salvataggio, si è verificata la quasi completa omissione dell’intera sequenza di messaggi prevista”. Non vennero, ad esempio, pronunciati i classici: “Tenete indossati i giubbotti di salvataggio! Tenetevi alle corde o al sedile durante le manovre per la messa al mare”.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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