Crac Amato: 5 arresti, c’è anche l’ex sottosegretario Del Mese

Crac Amato: 5 arresti, c’è anche l’ex sottosegretario Del Mese
di Mario Amelia

La Guardia di Finanza ha eseguito cinque arresti nell’ambito dell’inchiesta sul fallimento del pastifico Amato: arresti domiciliari per Giuseppe Amato Junior, l’avvocato Simone Labonia, l’ex sottosegretario alle partecipazione statali dell’ultimo governo Andreotti Paolo Del Mese, che con il governo Prodi era stato presidente della commissione finanze e bilancio, Mario Del Mese, nipote di Paolo Del Mese, e il consigliere provinciale del Pdl/Principe Arechi Antonio Anastasio.
L’avvocato Simone Labonia, inoltre, era il presidente della società che si sarebbe dovuto occupare della vendita degli immobili del Comune di Salerno. Dopo l’avviso di garanzia, l’avvocato Labonia, infatti, si era dimesso dall’incarico. La Procura ha provveduto anche al sequestro di quote delle società Esa costruzioni, Ifil C&D e Amavebo. Le ordinanze sono state eseguite dai militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Salerno, nell’ambito della complessa indagine relativa al fallimento dello storico pastificio salernitano “Antonio Amato”, e sono state emesse dal Gip del Tribunale di Salerno su richiesta avanzata dalla locale Procura della Repubblica. A carico degli indagati vengono contestate, a vario titolo, ipotesi di reati fallimentari, di natura distrattiva e dissipativa, “che hanno contribuito – se non determinato – in via principale, il tracollo della predetta società già esponente dell’eccellenza dell’iniziativa industriale non solo locale, addirittura sponsor della nazionale italiana al campionato mondiale di calcio del 2006”. Gli indagati sono ritenuti responsabili di avere sottratto nel corso degli anni in assenza di valide ragioni economiche e in maniera assolutamente non congrua e coerente rispetto alla controprestazione offerta, ingentissime disponibilita’ economiche dal patrimonio della fallita complessivamente quantificabili in circa 10 milioni di euro soprattutto in un momento storico in cui il dissesto finanziario era ormai di vastissime proporzioni. In particolare l’attivita’ investigativa condotta dalle fiamme gialle ha rivelato che le casse del pastificio Amato sono state fatte oggetto di una stematica e continua opera di svuotamento a favore di soggetti che non avevano alcun titolo a ricevere denaro o a favore di professionisti neppure in presenza di un titolo commerciale astrattemente idoneo a giustificare la ricezione di compensi per prestazioni rese, ne’ hanno ricevuto in misura ritenuta assolutamente non congrua rispetto alle stesse prestazioni.
L’inchiesta della Procura di Salerno ha avuto un’accelerata in seguito alle perquisizioni effettuate dalla Guardia di Finanza nel novembre dello scorso anno. L’attenzione degli inquirenti fu rivolta in particolare su alcuni movimenti di denaro, ritenuti sospetti, tra l’ex sottosegretario alle Partecipazioni Statali e la famiglia Amato. Questi ultimi, con un atto sottoscritto dinanzi ad un notaio, si erano accollati incondizionatamente un debito di Del Mese pari a 695.441,46 euro. La cifra che era inoltre stata conteggiata, come accollo degli Amato, anche nella seconda proposta di concordato preventivo). Un debito che, da quanto si apprende, deriverebbe da un prestito di un milione di euro ricevuto della famiglia Amato a favore di Paolo Del Mese tra il 2009 e il 2011, e mai saldato del tutto. A quanto pare, l’indagine avrebbe avuto la sua svolta quando la Procura ha indagato l’avvocato Labonia perchè avrebbe incassato dalla società fallita un milione e 16.000 euro per consulenze prestate in due anni e per aver rappresentato la società nei rapporti con le banche.Infine, la Procura della Repubblica ha, altresì, disposto il sequestro preventivo, in via d’urgenza:
–  della quota di partecipazione che la ESA Costruzioni S.p.a., detiene  nel GRUPPO ESA S.r.l. e delle disponibilità finanziarie rinvenute sui rapporti bancari intestata alla prima società,  fino a concorrenza dell’importo di € 540.000,00, costituente la somma ricevuta dalla fallita in assenza di rapporto causale sottostante;
–  dell’AMAVEBO S.r.l. (complesso aziendale ed intero capitale sociale), agenzia di viaggio di fatto riconducibile ad AMATO Antonio (classe 1985) , in quanto costituente profitto (mediato) delle condotte di dissipazione poste in essere in danno della fallita;
–  delle quote costituenti l’intero capitale sociale della IFIL C&D S.r.l., società di fatto amministrata da DEL MESE Mario, quale profitto (mediato) delle condotte di dissipazione poste in essere in danno della fallita.

Intanto, proprio dal nostro blog si era saputo che Giuseppe Amato jr, superato l’annus horribilis, che ha portato lo scorso 20 luglio al fallimento dello storico pastificio di famiglia, in attività dal 1868, era tornato nel mondo a lui più caro, quello della pasta, in qualità di consulente commerciale della neonata Pasta dei Principi, società in vita da poco più di un mese, finalizzata alla commercializzazione in Italia e all’estero di prodotti tipici del territorio ad alto valore aggiunto. Si inizia con la pasta, 12 formati a lavorazione artigianale, realizzati con trafilatura in bronzo ed essiccazione a bassa temperatura. A seguire arriveranno i pomodori e le marmellate. La società, tutta in rosa, amministrata da Marina e Marianna Gatto, quest’ultima moglie di Peppino Amato, sta procedendo per step, partendo dalla commercializzazione del prodotto, tramite agenti, in salumerie, gourmet e ristorazione di qualità.

m.amelia

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