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Crac Amato, galera per quattro, si salva Anastasio

Crac Amato, galera per quattro, si salva Anastasio
di Mario Amelia

Crac Amato, è stato accolto il ricorso della Procura di Salerno sull’appello del pm Vincenzo Senatore contro gli arresti domiciliari concessi dal Gip: per il Giudice del Riesame, Peppino Amato jr, l’ex sottosegretario Paolo Del Mese, il nipote Mario Del Mese e l’avvocato Simone Labonia devono andare in carcere. Il consigliere provinciale Antonio Anastasio resterĂ  comunque ai domiciliari. Il provvedimento è sospeso in attesa di un’eventuale impugnazione dinanzi ai giudici della Corte di Cassazione. I giudici del Riesame hanno deciso questa mattina che gli arresti domiciliari per i quattro indagati (tranne Anastasio per cui non era stata avanzata la richiesta di Appello) avrebbero dovuto essere tramutati in custodia cautelare in carcere; solo qualche giorno fa, invece, sempre il giudici del Tribunale del Riesame non avevano accolto le richieste di scarcerazione presentate dai legali degli arrestati.
Poche ore prima del pronunciamento del Riesame, inoltre, la Procura ha anche notificato l’avviso di conclusione indagine a tutti gli indagati per la bancarotta del Pastificio Amato, indicando anche quattordici nuovi nomi e facendo lievitare il numero degli indagati a 37. Alla base delle richieste di arresto della Procura di Salerno per i cinque indagati vi era il pericolo di reiterazione del reato: incriminati l’attuale legame nei nuovi assetti societari tra Giuseppe Amato junior e Mario Del Mese che avrebbero tentato di ricostituire, in circostanza di fallimento, una nuova societĂ  alimentare mettendoci all’interno persone legate da vincoli di parentela (tra cui la moglie di Peppino, Marianna Gatto), la societĂ  “Dei Principi srl”, con un continuato rapporto di interferenza tra loro due. Sotto accusa anche l’attuale spessore politico di Paolo Del Mese, il transito di denaro presso le societĂ  da costui utilizzate, l’operativitĂ  della Cdm di Antonio Anastasio, l’inserimento dell’avvocato Labonia in ruoli rappresentativi di rilievo in compagini bancarie. Durante gli interrogatori di garanzia, inoltre, è emerso un quadro davvero particolare: Peppino Amato junior ha detto di aver conosciuto l’avvocato Simone Labonia grazie a rapporti comuni con dirigenti di banca. L’avvocato Labonia, invece, ha raccontato di aver conosciuto il nipote del cavaliere per caso, mentre invece poca chiarezza vi è sui rapporti tra il Cavaliere Amato e Paolo Del Mese, che per patriarca della famiglia sarebbe stato messo in contatto con lui dal nipote. Giuseppe Amato sr, in piĂą, indica suo nipote come l’organizzatore e l’amministratore del piano che avrebbe portato in rovina l’azienda. Il nipote ribatte dicendo che tutti gli assegni e i contratti di lavoro venivano firmati da suo nonno e da suo zio e che lui non poteva essere al corrente di quanto organizzato perchĂ© fermo in casa a causa delle sue precarie condizioni di salute. Paolo Del Mese invece racconta di rapporti quarantennali tra suo padre e il cavaliere Amato. Infine c’è Mario Del Mese che giura di non avere piĂą rapporti con suo zio Paolo per via di un mutuo a cui non ha potuto accedere e a causa del quale avrebbe perso una casa. Queste condotte, per la Procura, hanno portato al dato definito “sconcertante” che centinaia di migliaia di euro presenti nelle casse sociali, non siano stati utilizzati per pagare lavoratori e fornitori ma destinati alle richieste economiche di Paolo Del Mese (richieste peraltro appostate in bilancio come prestiti non onerosi) con giri di denaro e documenti ritenuti falsi per “schermare” la destinazione.

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