Home
Tu sei qui: Home » Archivio » Crac Amato, giornali “sincronici” e la presunta tangente al Comune

Crac Amato, giornali “sincronici” e la presunta tangente al Comune

Crac Amato, giornali “sincronici” e la presunta tangente al Comune
di Gigi Casciello

C’è qualcosa che non funziona quando in una città tutti i quotidiani d’improvviso si occupano di una piega, di un particolare, sicuramente rilevante ma sempre un particolare, di un’inchiesta giudiziaria.
Va bene che non mancano i nostalgici della controversa stagione di Mani Pulite, quando le presunte “svolte” nelle inchieste arrivano anche con il sostegno dei giornali nelle cui redazioni gli avvisi di garanzia venivano “notificati” prima che ai legittimi e terrorizzati destinatari, ma è singolare che stamattina tutti i quotidiani di Salerno, ma proprio tutti, avessero in prima pagina la notizia che una parte dei soldi distratti al Pastificio Amato siano serviti per pagare una tangente ad un non meglio definito personaggio del Comune di Salerno per accelerare la licenza a costruire un centro residenziale al posto dell’ex stabilimento del Pastificio Amato a Mercatello.
Giuseppe Amato junior, non risparmiato da impietosi giudizi morali, a dire la verità fatto singolare da leggere in un  il decreto di ordinanza di custodia cautelare preventiva a firma di un gip, avrebbe raccontato che 45mila euro dei 125mila contestati dalla Procura, finiti sul conto corrente di Mario Del Mese, nipote dell’ex sottosegretario alle Partecipazione Statali ed attuale vicepresidente nazionale dell’Udeur, Paolo Del Mese, sarebbero serviti per una tangente da pagare ad un personaggio molto influente del Comune di Salerno.
Sin qui la notizia, sfuggita contemporaneamente a tutti i cronisti giudiziari che si interessano dell’inchiesta e con identico “tempismo” saltata fuori nello stesso giorno dopo poco più di una settimana dall’interrogatorio.
Una circostanza che non sarebbe sfuggita nemmeno ai difensori di Mario Del Mese che attendono martedì per discutere il ricorso al Tribunale del Riesame. Nella memoria difensiva dell’avvocato Cecchino Cacciatore ci sarebbe tra l’altro un riferimento specifico alle rivelazioni di Giuseppe Amato junior sulla presunta tangente pagata con quei 45mila euro ma per rimarcare l’inattendibilità delle accuse mosse dal rampollo dell’ormai ex famiglia pastaia.
In effetti qualche incongruenza nelle accuse del giovane Amato, ci sarebbe: il Puc (Piano urbanistico comunale) è stato approvato dal Consiglio comunale di Salerno nel dicembre del 2006, la licenza a costruire è stata rilasciata all’Amato Re nel 2009 mentre il passaggio dei 45mila euro dal Pastificio Amato a Mario Del Mese per il presunto pagamento di una tangente ad un non meglio identificato potente personaggio vicino ai vertici comunali (e qui si scatena la fantasia, la dietrologia e la maldicenza tipica di una città di provincia) sarebbe avvenuta nel 2010. Insomma, si tratterebbe di uno dei primi casi di tangente “postuma” per un eventuale favore già acquisito.
Resta comunque la sensazione che in Procura abbiano “fiutato” una pista che va battuta ma la teoria dei due sospetti che fanno un indizio va bene per la sceneggiatura di un giallo televisivo non per un’indagine su una presunta bancarotta fraudolenta, seppure milionaria. E che per ora è costato l’onore ed il patrimonio alla famiglia Amato ed il posto di lavoro a centinaia di lavoro. Troppo per rincorrere a tutti i costi un titolo sui giornali nella città del “supersindaco” Enzo De Luca che per ora tace. E fa finta di nulla.

Informazioni sull'Autore

Numero di voci : 3645

Lascia un Commento

© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

Scroll in alto