Gio. Giu 20th, 2019

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Amato: interrogatori martedì, arresti chiesti a febbraio

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Avranno molto da chiarire martedì prossimo, in sede di interrogatori di garanzia, Giuseppe Amato junior, l’ex sottosegretario Paolo Del Mese, Mario Del Mese, nipote di Paolo e definito “faccendiere”, l’avvocato Simone Labonia e l’imprenditore, nonché consigliere provinciale di centrodestra, Antonio Anastasio, finiti agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta per il fallimento del Pastificio Amato. Dietro l’inchiesta della Procura della Repubblica ci sarebbe un intreccio tra politica, banche, giri di soldi, società di comodo e interessi vari da dover ricostruire con attenzione. Anche se la richiesta di arresto per i cinque era di qualche mese fa,
di Mario Amelia

Avranno molto da chiarire martedì prossimo, in sede di interrogatori di garanzia, Giuseppe Amato junior, l’ex sottosegretario Paolo Del Mese, Mario Del Mese, nipote di Paolo e definito “faccendiere”, l’avvocato Simone Labonia e l’imprenditore, nonché consigliere provinciale di centrodestra, Antonio Anastasio, finiti agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta per il fallimento del Pastificio Amato. Dietro l’inchiesta della Procura della Repubblica ci sarebbe un intreccio tra politica, banche, giri di soldi, società di comodo e interessi vari da dover ricostruire con attenzione. Anche se la richiesta di arresto per i cinque era di qualche mese fa, esattamente era partita nel febbraio del 2012, perfezionata nel marzo 2012, in seguito al fallimento dell’azienda. Solo giovedì 28 giugno il Gip ha ravvisato motivazioni per procedere con gli arresti. Alla base delle misure cautelari vi sarebbe proprio la reiterazione del reato. In pratica la Procura ravvisa soprattutto in Giuseppe Amato Junior la volontà, in circostanza di fallimento, di voler costituire una nuova società alimentare mettendoci all’interno persone legate da vincoli di parentela (tra cui la moglie Marianna Gatto): l’azienda in questione sarebbe proprio la società “Dei Principi srl”, produttrice di pasta, di cui il nostro blog ha dato per primo notizia della nascita. Per l’arresto di Mario Del Mese c’è alla base, invece, il legame di interferenza con Giuseppe Amato; per Paolo Del Mese l’attuale spessore politico, il transito di denaro presso le società utilizzate; per Antonio Anastasio l’operatività della sua azienda Cdm, per l’avvocato Simone Labonia il suo inserimento in ruoli rappresentativi di rilievo in compagini bancarie.
Per l’accusa la società Amato Spa era finita nelle “fauci di predatori”, i quali con l’appoggio esterno dei suoi amministratori, in particolare Giuseppe Amato junior, l’hanno inesorabilmente invischiata nelle maglie della “raccomandazione politica”, tanto da arrivare al dissanguamento e al definitivo tracollo. Predatori, stando alle accuse, che non si sarebbero risparmiati nulla, come ad esempio il pagamento di 100mila euro ad una società che nel Principato di Monaco gestisce casinò, la “Societé des Bains de Mer”. Mario Del Mese, che risulta essere, tra l’altro, il coordinatore dei lavori di Piazza della Libertà a Salerno, nell’agosto del 2007 avrebbe chiesto al Monte dei Paschi di Siena di Salerno assegni girati poi allo zio, l’ex parlamentare Paolo Del Mese ed incassati infine dalla società del Principato di Monaco. Alla base dell’emissione di questi assegni, infatti, vi sarebbe un accredito della somma di 156mila euro relativa ad una fattura pagata a Mario Del Mese da una società che aveva stipulato un contratto di fornitura con il Pastificio Amato. Società che poi a sua volta aveva emesso fatture nei confronti dell’Amato Re srl per 373mila euro. Insomma per la Procura gli Amato pagavano i debiti dell’Amato Re srl, anche verso Paolo e Mario Del Mese, attraverso giri di denaro definiti ambigui, in modo da far risalire con più difficoltà alla mancanza di giustificazione economica.
Vero spartiacque di tutta la vicenda, sia economica, sia politica, ma soprattutto umana, è la costituzione dell’Amato Re srl e lo “Spin Off” immobiliare: si tratta, in pratica, della cessione onerosa, da parte di Amato Spa, dell’ex opificio di via Piacenza a Salerno ad una società costituita ad hoc, appunto la Amato Real Estate srl. Come la Procura più volte ha sottolineato: Amato vende ad Amato. Il finanziamento per l’acquisto è stato quasi interamente finanziato dal Monte dei Paschi di Siena con alla base il progetto di risollevare le sorti economiche dell’azienda Amato cedendo un immobile ormai improduttivo e ricevendo, in cambio, una provvista economica notevole pari a 20 milioni di euro che avrebbe dovuto rilanciare la produttività. Oltre ad ottenere benefici dalla plusvalenza dell’operazione. Il risultato finale, però, avrebbe tradito le aspettative: gli Amato, contrariamente a quanto da più parti si afferma, non accettarono le proposte dei privati per l’acquisto dell’immobile, l’istituto di credito Intesa San Paolo si disse non interessato all’operazione, grazie a quello che poi Giuseppe Amato junior definirà “interessamento” di Paolo Del Mese sarà il Monte dei Paschi di Siena a finanziare questa operazione chiedendo ai membri della famiglia garanzie davvero pesanti. Per il Gip l’ex sottosegretario dell’ultimo governo Andreotti, poi presidente della commissione finanze della Camera con il governo Prodi, Paolo Del Mese, trasse da questa operazione notevoli benefici.

3 thoughts on “Amato: interrogatori martedì, arresti chiesti a febbraio

    1. Che dire, se non altro adesso Simone avrà meno tempo per fare l’avvocato (o quanto meno per provarci) e più tempo per pettinare le bambole.

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