“Crescere tra le righe” per un giornalismo di qualità

“Crescere tra le righe” per un giornalismo di qualità

giornali-stracciatiIl marketing serve nel mondo dell’informazione; ma la qualità del giornalismo è la cosa fondamentale. Sono grosso modo queste le parole usate dal giornalista americano Peter Kann, Premio Pulitzer, in Italia per parlare al convegno “Crescere tra le righe”, promosso dall’Osservatorio Permanente Giovani-Editori, che si è svolto a Bagnaia, vicino Siena.
«Il buon giornalismo – ha detto Kann – non sempre dà adito a un successo editoriale, ma un giornalismo scarso porta all’insuccesso. Pubblicare un giornale è come gestire un ristorante: bisogna fare un buon marketing, ma quello che conta poi è la qualità del cibo. E per un giornale, il giornalismo è linfa vitale».
A questo punto, si pone il problema di come distinguere il giornalismo di qualità. Kann, secondo cui il giornalismo «deve educare e non intrattenere», ha proposto dieci regole che si applicano sia alla carta stampata che al giornalismo on line. Eccone alcuni: «Il giornalismo quando raccoglie le notizie effettive cita fonti e nomi, cognomi, tutte le informazioni possibili. La verità non è solamente negli occhi di una persona e le informazioni non solo solo ciò che si vede. Compito del giornalista è trovare i fatti». E ancora, si parla di informazione di qualità quando «una storia viene scritta in maniera giusta ed equa, rappresentando i diversi punti di vista» e quando è «in grado di separare le notizie, in modo equo, suddividendole in maniera giusta all’interno del giornale».
Al convegno è intervenuta anche Jill Abramson, prima donna direttore del New York Times. La Abramson ha parlato a lungo di crisi e del futuro del giornalismo, oltre che della qualità dell’informazione.
«Sono convinta che i giornali continueranno ad essere stampati ancora per molto tempo. La soluzione alla crisi è nella qualità del racconto, che deve essere distribuito in maniera intelligente su tutte le piattaforme».
«Il New York Times – ha spiegato il direttore del quotidiano all’Ansa – ha subìto la crisi della pubblicità ma ha molte risorse. La qualità del giornalismo si mantiene senza tagliare i giornalisti, ma offrendo nuove opportunità al mercato, quindi ai lettori, come proporre abbonamenti digitali».

(b. r.)

Barruggi

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