Crolla la pubblicità sui giornali anche locali, soltanto il web tira

Crolla la pubblicità sui giornali anche locali, soltanto il web tira
di Barbara Ruggiero

Un calo complessivo di quasi tre miliardi di euro negli investimenti pubblicitari nel settore dell’editoria negli ultimi cinque anni, con una flessione che si aggira intorno al 22%.
I dati sono stati forniti da Roberto Binaghi, chief executive di Mindshare (società che fornisce servizi di ideazione, pianificazione e realizzazione di progetti di comunicazione integrata) in Italia, che è intervenuto in videoconferenza all’incontro nazionale dei comitati e dei fiduciari di redazione e della commissione contratto della Federazione Nazionale della Stampa in corso a Fiuggi.
Per Binaghi il 2012 si chiuderà con un investimento pubblicitario pari a meno 13% mentre per il prossimo anno l’investimento previsto per l’intero settore editoriale – compreso carta stampata, tv e web – sarà pari a 7 miliardi e mezzo, la metà dei quali sarà assorbita dalla televisione, il 16% da internet, mentre la somma di investimenti per quotidiani e periodici si attesterà intorno al 20%.
La situazione è definita preoccupante perché il rallentamento degli investimenti pubblicitari interessa in maniera trasversale tutti i comparti che li generano. La televisione continua ad essere un importante media capace di raccogliere anche il 50 per cento del mercato pubblicitario.
Binaghi ha parlato di recessione globale degli investimenti pubblicitari, che ha coinvolto la grande editoria ma anche la piccola che ha sempre comunicato attraverso la stampa locale, che oramai da un anno vive in stato di sofferenza e che tocca picchi del meno 15%.
Continua a crescere, invece, il mercato digitale, la cui fruizione aumenta anche per quello che riguarda l’informazione: gli italiani non si sono disaffezionati alle notizie ma stanno passando dal cartaceo al digitale.
Nel settore stampa la carta da giocare è quella del brand: l’informazione di un brand forte è più seguita. Sempre nel settore dell’informazione, Google sta diventando al pari della stampa: gli editori che riusciranno a lavorare sulla multipiattaforma riusciranno a recuperare dal web quello che perdono dalla carta stampata.
È in atto anche una revisione di prezzi e costi della pubblicità. Per Binaghi è probabile che ci vorrà tempo ma forse molte delle testate nate cartacee potranno prioritariamente pubblicare sul web pur mantenendo una parte, seppur limitata, di pubblicazione cartacea. In Italia, per un fatto culturale, la parte più anziana della popolazione è molto lontana dal web, ma la strada è quella. Il web non violerà la versione cartacea ma la strada del cambiamento sarà sicuramente quella.

Barruggi

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