Cronisti mai più sfruttati, promulgata la legge sull’equo compenso

Cronisti mai più sfruttati, promulgata la legge sull’equo compenso

La legge sull’equo compenso da oggi potrebbe diventare realtà. Nella giornata odierna è attesa la pubblicazione della normativa sulla Gazzetta Ufficiale, dopo l’annuncio – la sera del 31 dicembre – della promulgazione della legge da parte del presidente Napolitano.
L’annuncio della firma del Presidente della Repubblica in calce alla legge la sera della vigilia di Capodanno è stata data su Facebook dal presidente dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, e sul sito di Franco Abruzzo che riporta le testuali parole riferitegli dal direttore dell’ufficio stampa dal Quirinale.
La legge era stata approvata lo sorso 4 dicembre dal Parlamento. Nei giorni scorsi da più parti erano state espresse preoccupazioni sul ritardo della promulgazione da parte del Quirinale che aveva a disposizione trenta giorni dall’approvazione per promulgare la normativa che potrebbe essere pubblicata già oggi sulla Gazzetta Ufficiale.
Ma che cosa prevede la legge sull’equo compenso?
Si tratta di una normativa che contiene norme per la remunerazione dei giornalisti freelance e per i collaboratori. L’articolo 1 della legge chiarisce che per “equo” si intende la corresponsione di una remunerazione proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro svolto. Prevista, tra le altre cose, l’istituzione di una commissione per la valutazione dell’equo compenso. La commissione, in carica per tre anni e nominabile entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge, è istituita presso il Dipartimento per l’informazione e l’editoria di Palazzo Chigi che provvede al suo funzionamento con le risorse di cui dispone. La Commissione è composta da quattro membri ed è presieduta dal Sottosegretario all’editoria.
Il cosiddetto “compenso equo” viene stabilito dalla Commissione stessa entro due mesi dal suo insediamento dopo un’attenta valutazione delle prassi retributive. Entro lo stesso termine, la Commissione redige un elenco costantemente aggiornato degli organi di informazione che garantiscono il rispetto dell’equo compenso. In base a quanto stabilito dall’articolo 3 della legge, la mancata iscrizione a questo elenco per un periodo che supera i sei mesi, comporta la “decadenza dall’accesso” ai contributi in favore dell’editoria. Prevista, infine, la presentazione di una relazione annuale alle Camere sull’attuazione della legge.

Barruggi

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