Cultura e meritocrazia? Illusioni perdute

meritocraziaMa siamo sicuri che in Italia la sola entità che ancora, tenacemente, si tiene distante dalla cultura sia la politica? Cioè vi risulta che oltre ai ministri, che vengono scelti per vicinanza a un progetto, e non per la loro competenza, invece a capo di Enti, Istituzioni, Fondazioni, Associazioni, anche non di nomina politica, almeno il 50% delle persone che le dirigono siano scelte perché capaci, preparate, scelte in base al grado di cultura che in un determinato campo esprimono, e non per la contiguità con un determinato gruppo di potere? Cioè vi risulta che almeno il 60% dei docenti nelle Università nostrane siano scelti, oltre che per cognome, soprattutto per competenza e cultura? Voi avete dati che dimostrano che nei giornali, almeno il 70% delle firme emergano per la loro capacità, e che almeno il 40% dei tesserini da giornalista, venga attribuito sulla base della capacità professionale? Voi pensate che i fondi statali o europei erogati per progetti culturali vengano erogati, almeno per il 30%, perché qualcuno ha letto e studiato le proposte e ha premiato le migliori? (E le commissioni esaminatrici non sono composte solo da politici.) E credete che esami e concorsi li superino i candidati più preparati? Pensate che l’Università di Salerno abbia invitato, mesi or sono, Fabrizio Corona a tenere una conferenza su un tema che ignoro, perché costui è un esperto di quel tema (che ignoro)? Pensate che almeno il 60% dei genitori chiedano alla scuola qualcosa di diverso dal contenere i propri figlioli? Immaginate davvero che la Feltrinelli abbia dato un contributo significativo alla diffusione della cultura libraria? Pensate che la prima preoccupazione dell’industria editoriale sia la diffusione della cultura? Credete che almeno il 30% degli ascoltatori della radio girino la manopola delle frequenze in cerca di Rai radio 3? Pensate che il poco pubblico che ancora va a teatro cerchi qualcosa di diverso da una risata? E pensate che più del 10% di registi e attori si sforzino almeno un poco di non assecondare ad ogni costo questi gusti? Pensate che i corsi di formazione che a tutti i livelli circolano per il paese vengano frequentati da persone a cui sta a cuore il proprio aggiornamento e non il punteggio e il giorno di permesso di cui possono usufruire frequentandoli? E pensate che chi quei corsi di formazione li eroga lo faccia per un motivo diverso dall’accaparramento di risorse pubbliche? Voi siete a conoscenza di un solo caso in cui una Banca italiana ha concesso un prestito a un privato, perché ha creduto nel suo progetto imprenditoriale? Voi potete credere che da qualche parte esista un avvocato che crede che la sua professione consista nel diffondere un’idea di rispetto delle norme e cultura della legge? Voi credete che almeno il 50% degli elettori votino un partito o un candidato perché convinti che quel partito o quel candidato esprimano una chiara e condivisibile cultura politica? Voi siete convinti che almeno il 60% degli architetti, geometri e ingegneri progettino spazi, case e quartieri sulla base di una solida cultura urbanistica e sociale? Voi pensate che almeno il 25% dei tifosi di calcio seguano “la squadra del cuore” e i propri beniamini perché essi sono portatori dei valori dello sport? Infine, ma solo perché comincia a tremarmi la voce, avvertite la forte, e profonda presenza nella nostra società di una solida cultura cattolica capace di opporsi a quell’altrettanto forte e diffusa cultura dell’illecito, della frode, dell’evasione fiscale e della corruzione? Siete convinti che se la politica italiana dovesse finalmente prendere a cuore la cultura, dal paese si leverà un grido di giubilo e un sospiro di sollievo?

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