Mer. Lug 17th, 2019

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Da Loreto a Recanati, dieci chilometri di luci misteriose

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Appena dieci chilometri dividono Loreto da Recanati. È un paesaggio dolce, questo. Da una parte la verde collina, dall'altra il mare Adriatico basso con lunghissime spiagge. Loreto è ricca di umile spiritualità con al centro il suo santuario Mariano tra i più importanti in Italia. Una piccola cittadina dove tutto ha un respiro calmo e sereno. Il centro è un borgo ricco di memorie; appena attraversata una porta si è introdotti in un piccolo slargo dedicato, neanche a dirlo, a Garibaldi il mangiapreti.
di Pasquale De Cristofaro

Appena dieci chilometri dividono Loreto da Recanati. È un paesaggio dolce, questo. Da una parte la verde collina, dall’altra il mare Adriatico basso con lunghissime spiagge. Loreto è ricca di umile spiritualità con al centro il suo santuario Mariano tra i più importanti in Italia. Una piccola cittadina dove tutto ha un respiro calmo e sereno. Il centro è un borgo ricco di memorie; appena attraversata una porta si è introdotti in un piccolo slargo dedicato, neanche a dirlo, a Garibaldi il mangiapreti. Da questa piazzetta si dirama un corso stretto che conduce, dopo poche decine di metri, alla piazza della Basilica, ampia e imponente. Quest’ultima ha al suo centro, proprio dietro l’altare maggiore, un edificio ulteriore.
Un grande parallelepipedo marmoreo voluto da Giulio II e realizzato su disegno del Bramante nel 1507 posto a custodia delle pareti della casa di Maria di Nazareth, fatta di semplici mattoni. È ben curioso questo contrasto. Da una parte, una dimora umilissima fatta di calce e mattoni con una scarna Madonna nera. Tutto ci riporta ad una fede semplice, un cristianesimo delle origini non ancora appesantito dal potere temporale che tanto male fece alla chiesa romana. Dall’altra, un possente edificio espressione oltre che della grandissima civiltà umanistica e rinascimentale, anche dell’immenso potere dei Papa-re. Recanati è, invece, cittadina cara a noi tutti che amiamo la poesia. Qui nacque Leopardi, che con i suoi studi “matti e disperatissimi” cercò di rendere la sua vita più sopportabile. “La morte si sconta vivendo”, scrive Ungaretti alla fine di una sua famosa poesia. Questo verso sarebbe stato sottoscritto dal recanatese che, pur’essendo lucidamente ateo, aveva una sua particolarissima spiritualità. Loreto e Recanati, due posti che suscitano sentimenti molto diversi tra loro, eppure…
Entrambi questi luoghi mi hanno provocato una uguale tenerezza infinita. La mia fantasia, anzi, si è messa a correre. Mentre facevo quei pochi chilometri in macchina mi è sembrato di vedere dietro di me una lunghissima processione che da Recanati devotamente andava verso Loreto. Da Leopardi alla Madonna nera. Una folla di uomini e donne di buona volontà che dopo aver onorato il grande Leopardi trovavano naturale raccogliersi un po’ tra quelle umili pareti della casa di Maria a Loreto. Misteri della vita. Laici, atei e cristiani innamorati d’umanità. Mi è sembrato di scorgere tra i tanti la Morante con Pasolini, Testori e Totò, Davoli e Benigni, Dalla e Carmelo Bene, e tanti altri ancora. Di politici, neppure l’ombra. Ma si sa, loro, al giorno d’oggi, sono fuori anche della grazia di Dio. Dopo tutto, “la vita non è né bella né brutta, è originale”, parola di Zeno Cosini.
E vi pare poco?

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