Da Zenone a Conte, segnali nuovi alla Fondazione Alario

Da Zenone a Conte, segnali nuovi alla Fondazione Alario
di Luciana Libero

AlarioIl gossip non è una novità dei nostri giorni. Già gli storici greci si passavano i pettegolezzi divertendosi un mondo. Ad esempio nel “Parmenide”, Platone riferiva che secondo Antifonte, il quale riportava a sua volta quanto narrato da Pitodoro, arrivarono alle Panatenee due chiacchieratissimi Zenone e Parmenide, allievo e maestro, legati non solo dalle comuni ricerche sulla verità dell’essere. Ma Atenodoro insorge contro quella che viene definita una stupida falsità, anzi, il colmo della perfidia. Per non dire delle battute sulla storiella di Achille e la tartaruga, vero cavallo di battaglia dell’eleatico che lo sfoggiava nei maggiori consessi. Come quello di Atene, dove dinanzi ad una platea di trenta giovani, tra cui due di nome Socrate e Aristotele, sfodera il secondo paradosso che, col senno e la fisica di poi, verrà dimostrato un paradosso sì, ma falso. Intanto c’è da dire che sono proprio gli eleatici  a portare in Grecia  alcuni dei fondamentali della speculazione filosofica, cosucce non da poco che girano intorno a Velia e alla Fondazione Alario di Ascea di cui è da qualche mese presidente Carmelo Conte e che ha appena presentato una nuova rivista, chiamata appunto “Il paradosso” e diretta dal giornalista Andrea Manzi, e ora una rassegna estiva di eventi. Un nuovo corso che alla prestigiosa “location” del palazzo Alario, aggiunge bandi e progetti come l’appena bandito Concorso Internazionale di Idee Città del Parco. In realtà all’attivo della Fondazione di Ascea c’è anche altro, come il notevole complesso architettonico determinato dal corposo intervento di Portoghesi e finanziato a suo tempo dai fondi europei: l’Auditorium Parmenide con sale da 300 e 70 posti; il Teatro Zenoneall’aperto, con 500 posti e infine sale congressi, aule e foresteria.  Una storia e un impianto che  dalla sua nascita nell’86 (avviata dall’avvocato Franco Chirico), in nome di un’antica famiglia del luogo,  cercano una strada ed una identità. In questi anni ne sono state attraversate molte, tutte, ovviamente, a vocazione territoriale nel tentativo di “dotare il territorio di uno strumento dedicato alla crescita attraverso la cultura, la formazione e la ricerca”, come scrive Chirico nello scritto “Il Cilento deve cambiare”.  E così non sono certo mancati i progetti dedicati alla formazione, al Grande Attrattore Paestum-Velia; all’iniziativaEleatica dove studiosi da tutto il mondo si riuniscono ogni anno; al discorso sul Quarto Paesaggio instaurato dal Professore Pasquale Persico, al Parco Genetico del Cilento e Vallo di Diano di Graziella Persico fino al nuovo Bando.

Tra tanti validi progetti e programmi, come al solito il settore culturale e degli eventi – salvo alcune eccezioni come la mostra multimediale sulla classicità – non è stato sempre all’altezza del sito soprattutto considerati gli spazi teatrali a disposizione che richiedono progetti di alto respiro e impegno economico.  E’ vero, come si è scritto più volte- dati alla mano –  i soldi girano sempre da Napoli e arrivano in piccoli rivoli nel lontano Cilento, come ha dichiarato lo stesso Conte alla conferenza stampa, ma  alla distribuzione napolicentrica dei fondi europei non servono più le critiche e i rilievi, occorrono iniziative e azioni incisive certo non ignorate da un politico di lungo corso come il neopresidente . Intanto per ora si annuncia una prima rassegna estiva di musica, piccola ma di qualità, con danza, recital, presentazioni di libri, serate di poesia, confronti sulla memoria e l’informazione con giornalisti, scrittori, artisti. E’ un primo passo, fatto con poche risorse e pochi mezzi; e proprio per questo,  in tale ambito un dibattito serio sulle risorse culturali europee prossime a venire, non guasterebbe.

(da www.lacittàdisalerno.it)

 

 

redazioneIconfronti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *