Home
Tu sei qui: Home » I Dibattiti » Daily Telegraph: in Italia la situazione politica è disperata

Daily Telegraph: in Italia la situazione politica è disperata

Daily Telegraph: in Italia la situazione politica è disperata

dailytelegraph_grillo«Queste elezioni hanno mostrato perché l’Italia resta il più pericoloso “caso disperato” dell’Europa». Dice questo il titolo con cui il Daily Telegraph oggi si occupa del “caso” politico italiano all’indomani delle elezioni e del trionfo di Beppe Grillo in un Paese che – scrive – «è sempre stato, politicamente, un po’ fuori di testa» generando «nel bene o nel male, delle innovazioni politiche».
La politica italiana, a una settimana dalle elezioni, e alla vigilia di un momento importante quale la formazione del nuovo governo, è sotto i riflettori di gran parte della stampa straniera. E questa mattina è il quotidiano del Regno Unito a occuparsi della situazione politica del nostro Paese con un articolo/editoriale a firma di Tobia Jones, giornalista e scrittore inglese che ha vissuto per anni in Italia, curando anche la stesura di libri sulla storia italiana.
L’articolo pubblicato oggi anche on line sul Daily Telegraph ha un cappello che suona grosso modo così: «in Italia la situazione politica è disperata ma non seria». Il riferimento è a un vecchio detto popolare secondo cui la situazione politica della maggior parte dei Paesi è seria ma non disperata. Chiaro il riferimento al comico Beppe Grillo, il cui movimento ha raggranellato più preferenze dei partiti tradizionali.
L’articolo/editoriale parla poi di un’Italia in «crisi», dove il voto è stato il riflesso di «istintivo anarchismo» della popolazione e dove «un pagliaccio è la sola persona che può evitare che il Paese diventi uno zimbello».
Jones parla poi del «bloggerismo» di Grillo che «non sarebbe concepibile senza tenere presente un’economia che da un decennio è stagnante».
Al momento – spiega l’articolo – «nessun governo è possibile in Italia senza l’inclusione dei due “clown” – Grillo e Berlusconi – in una coalizione». Entrambi credono «che l’economia italiana sia abbastanza forte per camminare da sola e che il ritorno alla lira possa rendere il Paese più competitivo».
«Prima che il Paese abbia dei nuovi leader – conclude Jones – ci sarà ancora molto da ballare».

(b. r.)

Informazioni sull'Autore

Numero di voci : 733

Lascia un Commento

© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

Scroll in alto