Dom. Set 15th, 2019

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Dal faccia a faccia Amato jr-Mario Del Mese la verità su Piero De Luca

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Subito un confronto con il rampollo della famiglia Amato per chiarire le sue dichiarazioni al Pm

Il legale di Mario Del Mese, tirato in ballo in un interrogatorio dell’inchiesta legata al crac del pastificio Amato da Giuseppe Amato junior, che il 26 settembre scorso aveva dichiarato al sostituto procuratore Enzo Senatore che lo stesso Del Mese portava soldi a quantità in Lussemburgo a Piero De Luca, figlio del sindaco di Salerno, ha deciso che subito chiederà un confronto al sostituto procuratore Senatore tra il suo assistito ed il rampollo della famiglia Amato perché ritiene assolutamente infondate queste dichiarazioni. Una vicenda che non si conclude certamente qui, anzi. Comincia ad assumere contorni sempre più grossi – tra il silenzio della politica locale e l’atteggiamento da “struzzo” iniziale della stampa che non ne ha parlato – dato l’interessamento degli organi di informazione nazionale. Oggi a riportare la notizia pubblicata qualche giorno fa dal quotidiano Cronaca-Roma è stato anche il Fatto Quotidiano. Al quotidiano non sfugge un particolare importantissimo, una “curiosa coincidenza” la definisce l’autore dell’articolo: l’avvocato Piero De Luca risulta essere stato consulente sia dell’Amato sia della Mcm, un’altra famosa azienda che sta delocalizzando il proprio stabilimento, delocalizzazione che è sfociata in un processo che vede imputati l’imprenditore Gianni Lettieri ed il sindaco stesso. Tutto, insomma ruota intorno alla figura di Piero De Luca, e per questo motivo il pm Senatore aveva invitato i presenti all’interrogatorio in questione – quello del 26 settembre – “al più stretto riserbo”. Dichiarazioni invece che sono finite su alcuni organi di stampa. Queste le dichiarazioni scottanti: “Ricordo perfettamente che Mario Del Mese mi raccontava di viaggi in Lussemburgo per raggiungere Piero De Luca, al quale Piero portava soldi da versare sul conto in Lussemburgo, proventi della Ifil. Tali viaggi venivano effettuati tramite l’agenzia Amavebo. Chiaramente non troveremo mai, secondo me, nelle carte di Amavebo un viaggio diretto da Roma a Città del Lussemburgo, però se vediamo Rotterdam, treni, secondo me li troviamo, almeno due io ne ricordo”. Il sostituto procuratore chiede per quale motivo Mario Del Mese avrebbe dovuto portare i soldi della Ifil a Piero De Luca in Lussemburgo e perché in Lussemburgo. Questa la risposta di Amato: “Posso riferire che una volta Mario Del Mese mi riferì che Piero De Luca in realtà era un socio occulto della Ifil, mentre lui stesso era rappresentato da suo cognato. I soldi erano, secondo me e mi pare che mi abbia riferito così, proventi della Ifil dalle attività, che sempre Mario Del Mese mi diceva di avere la Ifil in svariate delle opere che Comune sta realizzando. In Lussemburgo perché esercita o esercitava la sua professione di avvocato”. Da parte del legale di Mario Del Mese ci fu questa replica: “Il mio assistito non ha mai consegnato soldi all’avvocato Piero De Luca né in Lussemburgo né altrove. Saremo costretti a presentare denuncia per calunnia nei confronti di Giuseppe Amato junior”.

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